Skyline

Sottotitolo: ~c’é chi la chiama nostalgia di tornare qui~

Le coincidenze costellano la nostra giornata, ci stupiscono, talvolta sconvolgono i nostri piani e ci cambiano la vita, ma ci ostiniamo a ignorarle. Se invece ci fermassimo a riflettere, scopriremmo che tantissimi avvenimenti apparentemente fortuiti sono stati in realtà dei piccoli miracoli.

     ~Deepak Chopra~

Il rumore delle cose che iniziano

luglio 2016

Seppe, senza capirlo, che esistono cose irreparabilmente brutte, come quella che stava accadendo a Teresa, e a lei che la stava perdendo.
Seppe anche, però, che ne accadono di irreparabilmente belle. Ed era strano che a lei accadessero insieme. O forse era proprio così che doveva andare: che le cose irreparabili, quelle oltre le quali tutto prende una piega inimmaginabile prima e indimenticabile poi, sono di una sola specie, nè bella nè brutta, solo molto potente e sorprendentemente fragile.

Aveva capito che le cose, quando finiscono, lo fanno in silenzio. Mentre quelle che iniziano fanno un rumore bellissimo.

Ada ha sempre pensato che ci sono momenti in cui le risate scomposte servono. Uno non se ne accorge mai davvero, fin quando poi ripensa a quella volta che una risata tutta scomposta, di quelle che fanno sentire male agli addominali, gli ha salvato la vita. E’ il genere di cose di cui ci si ricorda da vecchi. Ada invece ci fa caso già adesso, perchè le è sempre parso di essersi salvata la vita molte più volte di quante avrebbe voluto.

Credo sappia che lo aspetterei comunque. Il fatto è che pare sempre che abbia un altro posto dove andare. All’inizio non era così.

“Bé, io non voglio che niente sprofondi” ribatte Ada senza ridere. “Se qualcuno sprofonda, non può venire fuori niente di buono”.
“Neanche io voglio che niente sprofondi. Non so davvero come facciano, ma qualcuno le lascia sprofondare, le cose”.

Evita Greco

Sottolineando…

Il rumore delle cose che iniziano – Evita Greco

Cosa faresti se la tua bambina avesse paura di andare a scuola? Cosa le diresti per convincerla a farsi coraggio? Per la sua nipotina Ada, Teresa inventa un gioco: ogni volta che una cosa bella sembra finire, bisogna aguzzare le orecchie e prestare attenzione ai rumori. Solo così si possono riconoscere quelli delle cose che iniziano. Alcuni sono semplici e hanno dentro una magia speciale: un’orchestra che accorda gli strumenti, il vento in primavera, il tintinnio delle tazze riempite di caffè. Ma nella vita non sempre sappiamo riconoscere le cose belle. Quando perdiamo fiducia in noi stessi, quando qualcuno ci tradisce, o ci dice addio, sembra che nulla possa davvero iniziare. Ada ci pensa spesso, ora che nonna Teresa è ammalata. Nei corridoi dell’ospedale la paura di restare sola è così forte da toglierle il respiro, ma bastano due persone per ricordarle che si può ancora sorridere: Giulia, un’infermiera tutta d’un pezzo, e Matteo, che le regala margherite e la sorprende con una passione imprevista. Perché è proprio quando il mondo sembra voltarti le spalle che devi ascoltarne i rumori, e farti trovare pronta. Guardati intorno, allunga la strada, sbaglia a cuor leggero e ridi più spesso che puoi. Ogni volta che qualcosa finisce, da qualche parte ce n’è un’altra che inizia.

Play music

“(…) Ridi, piccola mia. Ridi più spesso che puoi.
E sbagliati.
Arriva tardi, allunga la strada.
Sporcati.
Compra quel vestito bello, compralo anche se credi che costi troppo. Tienilo nell’armadio e indossalo in un giorno qualsiasi: ti farà felice.”

1 Gennaio 2016

“Lo spazio di un errore, è uno spazio di crescita.”

le prime luci del mattino

“Alla donna che sono stata voglio bene. Anche se era fragile non è mai stata debole, anche se era stanca e sfinita non ha mai smesso di lottare. Ha saputo resistere. Alla donna che sono stata sento di dover riconoscere dei meriti, molti: il coraggio di sbagliare, la volontà di esserci, la responsabilità di scegliersi.”

[Le prime luci del mattino – Fabio Volo]

Agenda

5 Ottobre 2015

Voglio riempire questa agenda solo di cose belle
e se alcune pagine belle non potranno essere,
almeno voglio disegnarci sopra le cornicette
come quando andavo alle elementari!

Laura

01.01.2016

… e il buon proposito per il nuovo anno
sta nel titolo della mia lettura!

L’inCanto delle piccole cose

lettere

Doralice mia,

per me sei stata il ritorno alla vita, il dolce e l’amaro, il sole di nuovo. Non ci sono parole per raccontare il bene che ho per te.
E non smetterò mai di ringraziarti per avermi aiutata a trovare il coraggio di incontrare Pietro.
Da sola non ce l’avrei mai fatta.
Se al male rispondi con il male, diventi male anche tu.
Segui i miei consigli: ama solo chi se lo merita e quando sei triste, balla. Nel salotto della tua casa, con la musica che spacca i timpani.
Prendi la pizza tutte le volte che non hai voglia di cucinare e colleziona bei film. Leggi con la curiosità dei bambini, perché le storie fanno girare il mondo.
E concediti di ridere spesso, è tutta salute!

Ringrazia ogni giorno
   per l’aria che respiri,
   per il caffè della mattina,
   per il sole che ti scalda i pensieri.

Io vorrei che il mio “dopo” fosse un soffio di vento leggero. Una cantilena buona come il fruscio del mare. Un dolce affondare in acque profonde.
So per certo che esiste un ordine per ogni cosa: i calzini sono in coppia, gli orecchini sono in due,dagli amori nascono i figli, dai figli i nipoti. È il cerchio della vita, così si dice.
Ma, ricordati, c’è sempre una fessura nascosta da cui entra qualcosa d’altro.
A volte è qualcosa di buono, altre l’opposto. Un giorno vinci e quello dopo perdi.
Ma quando tra vent’anni ti guarderai allo specchio, fai in modo di riconoscerti, restati fedele.
Non tradirsi mai è la cosa più importante, la più difficile.
Se capisci che stai con qualcuno solo perché la solitudine ti spaventa, prenditi un cane.
Ama solo quando ne vale la pena.
Ma se l’amore arriva, spalanca la porta e invitalo a entrare. Curalo come una cosa viva, perché altrimenti si prosciugherà prima che tu abbia tempo di accorgertene. E buttati nelle cose a capofitto, rischia, vivi, lavora, non restare a guardare. Combatti, perché sarà più dura di quanto tu creda. Ma anche bellissimo, Dio, come sarà bello!
Certi giorni la vita sarà dolce come l’aria di maggio, altri ti sembrerà un eterno novembre.
Lasciati amare, prometti di lasciarti amare. Senza sensi di colpa, senza freni, senza paura.
Perché gli anni fuggono via mentre i rimpianti restano al tuo fianco per sempre.
E te lo dice una vecchia che di vecchio ha anche il cuore, ma gli occhi no, quelli adesso guardano avanti.
Non vivere in un eterno congedo, ma conosci, aiuta. Fa’.
Solo così la tua valle ti sembrerà meno amara.
Perché ricorda, Doralice, alla fine sono le piccole cose della felicità a contare davvero.

Gilda

sogno

[brano tratto dal libro di Ilaria Palmosi, “L’incanto delle piccole cose”, ogni diritto è riservato all’autrice del libro © –  fotografia da me scattata ]

Ascoltando: Incanto di Tiziano Ferro
InCanto In Parallelo…
Ma, ricordati, c’è sempre una fessura nascosta
da cui entra qualcosa d’altro.

Credi

Dolce come il miele

miele

Sin dall’antica Grecia il miele è conosciuto per le sue qualità speciali: la sua dolcezza, il suo sapore inconfondibile abbinato ai cibi, le sue doti curative.
E ancora oggi è il rimedio naturale più efficace per lenire il mal di gola, per ritrovare energia, per purificarsi. Ma forse non tutti sanno che il miele è anche molto più di questo.
Cristina Caboni, autrice del romanzo “La custode del miele e delle api” (Garzanti) e apicultrice, ci porta per mano nell’affascinante mondo dei mieli e delle loro proprietà. Un solo cucchiaino può cambiare una giornata storta, aiutare a prendere una decisione importante, regalare speranza e riportare il sorriso. Esiste un miele per ogni emozione e per ogni stato d’animo. Assaporandolo si può combattere la malinconia e ritrovare la serenità.

Su ilLibraio.it alcuni consigli preziosi da chi vive a contatto con la natura e ha imparato a curare corpo e mente con i suoi frutti.

Acacia (Robinia): è il miele del sorriso, regala vitalità. Ha proprietà cicatrizzanti: se ne possono applicare alcune gocce da tenere in posa con un cerotto.

Arancio (Citrus ssp.): è il miele dell’amore e della gioia. Guida i gesti del cuore verso la felicità.
Come miele energizzante: assumere al mattino un cucchiaio di miele d’arancio ben mescolato con due cucchiai di succo di limone.
Come miele calmante: sciogliere un cucchiaio di miele d’arancio in una tisana di melissa o camomilla.

Castagno (Castanea sativa): è il miele della costanza e infonde coraggio nei cambiamenti.

Ciliegio (Prunus avium): è il miele della sincerità e dell’equità. Rafforza lo spirito e dona una prospettiva diversa.

Corbezzolo (Arbutus unedo): è il miele della forza, quella che serve nelle decisioni difficili. È antibatterico e ricco di antiossidanti.

Eucalipto (Eucalyptus spp.): è il miele del respiro e rende più chiaro il pensiero.
Per il mal di gola: scaldare il succo di un limone a bagnomaria, mescolarvi due cucchiai di miele di eucalipto e assumere tiepido.
Per la tosse: un cucchiaino di miele di eucalipto sciolto in una tisana di menta.

Girasole (Helianthus annuus): è il miele della passione e della sensualità. Inebria i sensi e apre il cuore.

Lavanda (Lavandula spp.): è il miele della calma, aiuta a ritrovare l’equilibrio.

Mandorlo (Prunus dulcis): è il miele dell’allegria, risolleva la mente e lo spirito.

Melo (Malus domestica): è il miele della saggezza e del buon giudizio. Aiuta a scoprire sé stessi.

Millefiori: è il miele della comunione e dell’unità. Aiuta ad aprire la mente e stimola la voglia di viaggiare.

Nespolo (Mespilus germanica): è il miele della gentilezza, tranquillizza e tonifica.

Rododendro (Rhododendron spp.): è il miele della stabilità e dell’armonia e scaccia ogni timore.

Sulla (Hedysarum coronarium): è il miele dell’azione e dona coraggio.

Tarassaco (Taraxacum officinale): è il miele della leggerezza e dell’immaginazione. Scaccia le tensioni e i timori. Depura l’organismo.

Tiglio (Tilia spp.): è il miele della decisione, rafforza la volontà.

Timo (Thymus capitatus): è il miele dell’impeto e dell’entusiasmo, allontana la paura delle emozioni.
Contro il mal di stomaco: sciogliere un cucchiaio di miele di timo, o di asfodelo, in una tisana di finocchio.

(fonte www.illibraio.it )

IL LIBRO

cover

 

Ho perso la strada.
Ma l’erica mi dona coraggio.
Con l’acacia ritrovo la forza.
Perché il miele è la mia casa.

Angelica non è mai riuscita a mettere radici. Non ha mai voluto legarsi a niente e nessuno, sempre pronta a fuggire da tutto per paura. C’è un unico posto dove si sente a casa, ed è tra le sue api. Avvolta dal quieto vibrare delle loro ali e dal profumo intenso del miele che cola dalle arnie, Angelica sa di essere protetta e amata. È un’apicultrice itinerante e il miele è la sola voce con cui riesce a far parlare le sue emozioni. Perché il miele di lavanda può calmare un animo in tempesta e quello di acacia può far ritrovare il sorriso. E Angelica sa sempre trovare quello giusto per tutti, è il suo dono speciale. A insegnarglielo è stata Margherita, la donna che le ha fatto da madre durante l’infanzia, quando viveva su un’isola spazzata dal vento al largo della Sardegna. Dopo essere stata portata via da lì, Angelica ha chiuso il suo cuore e non è più riuscita a fermarsi a lungo in nessun luogo. Ma adesso il destino ha deciso di darle un’altra possibilità. C’è un’eredità che la aspetta là dove tutto è cominciato, su quell’isola dove è stata felice. C’è una casa che sorge fra le rose più profumate, un albero che nasconde un segreto prezioso e un compito da portare a termine. E c’è solo una persona che può aiutarla: Nicola. Un uomo misterioso, ma che conosce tutte le paure che si rifugiano nei grandi occhi di Angelica. Solo lui può curare le sue ferite, darle il coraggio e, finalmente, farle ritrovare la sua vera casa. L’unico posto dove il cuore può essere davvero libero. Dopo lo strabiliante successo del Sentiero dei profumi, un bestseller adorato dai lettori e dalla stampa, venduto in tutto il mondo e che ha conquistato la vetta di tutte le classifiche italiane e straniere, Cristina Caboni ci regala un nuovo prezioso gioiello. Un romanzo emozionante e pieno di vita. Una storia che ci prende la mano e ci porta dove i nostri sogni possono aprire la porta all’amore.

… e la memoria corre lontana,
fra le dolci note di una vecchia canzone
MIELE – IL GIARDINO DEI SEMPLICI