La luna piena di Giugno

Come una folata improvvisa di scirocco che volta le pagine del libro della vita, mette un punto e ti rimanda a capoverso, dal bel mezzo di un temporale estivo mi sono ritrovata al suo confine ultimo. Piccola e col naso all’insù, nello spazio immenso di una schiarita… ti ho incontrata. Maestosa, prepotente nella tua bellezza, eterea e velata da una veste opalescente dal colore rubato all’inchiostro delle streghe, ai fiordalisi in mezzo al grano maturo di questa estate. Magica e lucente, astro dei sogni sorpresi a danzare su fragili nastri di seta, cullami mia Luna di Giugno, ricordami di quando, in boccio, sotto i tuoi raggi ammalianti scoprii l’amore, ricordami la dolcezza dei baci rubati coperta dal tuo mantello di stupore, riconsegnami, mia Luna di Giugno, in questa notte rubata alla pioggia, l’armonia e le mie note di cuore*, profumami l’anima per tutto ciò che son stata, a riscatto di un presente fragile e melanconico. A te che fra gli astri sei regina affido ciò che resta dei miei sospiri, i frammenti dei miei sogni e il mio sguardo sconosciuto al mondo. Sussurro all’orecchio della notte languide e appassionate parole da consegnare a chi il mio cuore fa tremare come un papavero al vento. Oh Luna, tu che incarni la ciclicità del tempo, l’eterno ritorno delle stagioni, tu che governi i flussi delle maree, la crescita e la fine di ogni cosa, accettami come tua fedele ancella danzante nel ventre di questa terra masticata e sconfitta; che mai si smarrisca la tua pienezza, oh femmina dai seni tondi, dal ventre accogliente e caldo, Tu… piacere liquido e amore totalizzante. Rendimi, mia signora, tua degna rosa nel giardino del firmamento.

[Laura]

*Le note olfattive nella profumeria servono a descrivere gli odori che possono essere percepiti al momento dell’applicazione di un profumo. Le note olfattive vengono divise in tre classi; le note di testa (o note capitali), le note di cuore (o note centrali) e le note di fondo; ogni raggruppamento di note olfattive indica il gruppo di odori che possono essere rilevati a seconda del tempo passato dall’applicazione di un profumo.

Ascoltando: The Hush Sound – You Are The Moon

 

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Diario di Marzo

Io sono la parte invisibile del mio sguardo,
l’entroterra dei miei occhi.

– Franco Arminio –

1 Marzo

Avevano promesso neve quella notte, quella sul ponte fra febbraio e marzo. Lo avevano promesso ed io ancora alle promesse ci credo, nonostante tutto. In fondo si vive di “nonostante” pensavo, lo fanno tutti anche chi non se ne rende conto. Quella notte lasciai le tapparelle alzate e da sotto il caldo piumino attendevo il candore della neve, quello capace di confondere ciò che è definito, quello che cambia orizzonti e scenario, quello capace di commuovermi ogni volta. Il cielo era blu cobalto quando la neve ha cominciato, puntuale, a scendere, sottile, impalpabile e lieve…tanto da apparire polvere ghiacciata e bianca. Il naso appiccicato alla finestra e il cuore senza voce, questa era la mia fotografia.

La mattina tutto era coperto di pochi centimetri di neve, tanta per il luogo dove vivo, poca oggettivamente. Una spolverata di zucchero a velo su una torta.

Sotto casa, un limone coraggioso e freddoloso attende il primo sole, teme per le sue radici. Vorrei dirgli di non aver paura, che passa e che è così bello con quela pelliccia bianca da fare invidia ad ogni altra pianta. Poche ore e tutto è finito, nel pomeriggio il sole non ha lasciato traccia di nulla, solo strada e terra bagnata e gli alberi con i brividi. C’è un detto dalle mie parti: “Sotto la neve pane”, si dice infatti che gli anni in cui nevica siano benefici per l’agricoltura, quel che importa è che non ghiacci: “… sotto il ghiaccio fame”, e ghiaccio, qui, a pochi km dal mare non ne abbiamo visto. Speriamo che i vecchi detti contadini siano sempre validi e voglio pensare che quel “pane” promesso dalla neve possa diventare metafora e quindi di buon auspicio per questi mesi che verranno, che ne avremmo bisogno di pane, che ne avrei bisogno di pane.

Abbiamo bisogno di contadini, di poeti,
di gente che sa fare il pane, di gente che ama gli alberi e riconosce il vento.
– Franco Arminio –

2 Marzo
E intanto Marzo è cominciato leggendo, l’ultimo libro di Sara Rattaro, Uomini che restano, è ancora sul comodino, assieme a La versione di C. di Cristiano De André… oggi inizio Ci vediamo un giorno di questi di Federica Bosco, fa freddo e rimango a letto un po’ di più, non sto bene e mi godo il tepore delle coperte quando su whatsapp mi arriva una foto stupenda del caro amico e scrittore Francesco Scarcella, poche parole come didascalia, poche parole che mi portano via… nella terra della fantasia.

“Si dice che in un paese lontano il freddo è così intenso che le parole si congelano non appena vengono pronunciate…e dopo qualche tempo si sciolgono e diventano udibili. Come se le parole pronunciate in inverno rimanessero inascoltate sino all’estate…”

Chissà, magari davvero è così. Magari anche le parole hanno bisogno di tempo per essere comprese, di un tempo muto, di attesa, un tempo che non va forzato, un tempo che lentamente fiorisce, si fa gemma e frutto. Perchè ci credo che ogni parola detta o scritta matura, talvolta si pronuncia acerba e non le si da il tempo di fiorire e divenir nutrimento per il nostro animo, noi troppo veloci, avidi e ingordi ci cibiamo di quel che ci arriva anche se sappiamo bene quello di cui abbiamo bisogno.

7 Marzo

Giornata grigia, fredda, una spesa veloce con una sola sosta davanti al mare. Mi manca il mare ed era troppo tempo che non riuscivo a raggiungerlo, mi accontentavo del mio mare, quello che sento dentro certe notti, ma non ci si può sempre accontentare di ciò che si ricorda, di ciò che si inventa per sopravvivere. Il mare esiste. Ha un profumo, un colore cangiante e speculare al cielo, un sapore, non ha fine per i nostri occhi, solo un orizzonte, una retta tesa fra una costa e l’altra, illusoria quanto i sogni, approssimativa quanto la realtà. Il mare che tutto porta a riva e tutto ci ruba, in un attimo, un buon ladro che conserva ogni tesoro nei suoi abissi, un mostro spaventoso che ci ricorda di quanto la bellezza abbia le sembianze anche della morte. Il mare d’inverno coi suoi echi di sirene, le memorie delle conchiglie e il mormorio dei flutti. La sua voce: una melodia, un canto, un grido. Un deserto d’acqua che non disseta, un mistero che affascina e incute timore, eppure bagna di meraviglia il cuore che, come spugna, ne assorbe dolore e beltà.

8 Marzo

Oggi è la festa della donna, trovo una sorpresa sul tavolo in cucina, una sorpresa che mi sveglia più di un caffè forte e zuccherato. Mio figlio ci ha regalato a me, mia figlia e mia mamma una piantina… niente mimosa, quella la lasciamo dorata e spendente di sole sugli alberi. Trovo tanti auguri da amiche e amici sul cellulare e in posta, carezze che ti fanno sentire pensata e voluta bene, pensieri…quelli contano perchè è un fatto che donna lo sia ogni giorno e a volte anche uomo a dire il vero. Le feste oggettivamene consumistiche possono essere vissute in mille modi, io scelgo il mio e non ho più voglia di polemizzare sulle mille incoerenze dell’8 marzo. Oggi sono stata pensata e mi pare molto bello, mai scontato e mai dovuto. I social non li ho aperti sulla home per non leggere le solite stupidaggini che ogni anno si ripetono e ho scritto il mio pensiero sul mio profilo. Mio marito ha dimenticato la ricorrenza, per questo non mi struggo, nè mi sento meno donna, il comportamento degli altri li descrive, non mi tocca tanto meno toglie qualcosa a me. L’ho solo notato e ho fatto le mie considerazioni, gli auguri che mi mancano davvero e che ho sempre ricevuto sono quelli di papà, ma so che da lassù mi sta applaudendo per come mi comporto e fa il tifo per me.

Sono uscita e mi sono comprata una rosa color arcobaleno, perchè lì sto, cammino su quel ponte di colori, che è stupore dopo la tempesta.

10 Marzo

Stamattina c’è la nebbia, fenomeno quasi inusuale, come la neve scesa a inizio mese, quasi a primavera; non si vede ad un palmo dal naso e tutto è appesantito da una cappa d’umidità che mi irrita particolarmente, solo il paesaggio è suggestivo, soprattutto perchè si vede ben poco della fabbrica vicino casa e appena spuntano le fronde spoglie e secche di alcuni alberi che ancora non sono stati abbracciati dai primi assaggi di primavera, i lampioni iper moderni sono ancora accesi e sembrano occhietti curiosi di alieni, forse fanno la fila per entrare al vicino ipermercato.  Chi lo sa!? Oggi ho voglia di stare spenta e l’ambiente esterno mi concede questo lusso, anche il morale va a braccetto col tempo piuttosto dark, ascolto un po’ di musica, di quella triste… intanto non mi cambia la situazione interiore, al massimo la migliora.

19 Marzo

Il miei figli a pranzo hanno festeggiato il loro papà con un regalino e una tortina fatta in casa, io gli ho fatto gli auguri, ma di far festa proprio non ho voglia, mi spiace. Il mio pensiero quest’anno è totalmente rivolto al mio di papà, al fatto che non c’è e che questo non è giusto, al fatto che mi manca festeggiarlo e telefonargli al mattino per gli auguri, al fatto che mi manca lui e sarei bugiarda o ipocrita se fingessi che oggi è un giorno come gli altri, no, non lo è.  Non ho voglia di scrivere, sto male. Esco e compro tre palloncini bianchi, scrivo una piccola dedica su di loro: “Auguri Papà, auguri per la tua festa, auguri come ogni anno… quelli belli, quando eri qui con me… sei in ogni attimo della mia vita, ma mi manca da morire poterti abbracciare e dirti quanto mi manchi e quanto sei stato, sei e sarai per sempre il mio grande Papy fatto della stessa sostanza dell’ Amore: puro, incondizionato e unico… ti voglio bene, stella mia, per me la più bella e luminosa del firmamento. Restami accanto, perché ho e avrò sempre bisogno della tua guida, restami vicino perché, ovunque tu sia, ho bisogno di te. Ti amo tanto”… aspetto sin dopo il tramonto e li lascio andare in cielo, cerco di indirizzarli verso uno spicchio di luna, bassa e semi nascosta da un alone di foschia, il vento mi aiuta, li vedo arrivare vicino alla luna, superarla in altezza e sparire nel buio. Sono felice e i miei occhi si inumidiscono.  Anche lui è felice… lo sento!

Scelgo di essere una nuvola oggi, che non ho niente di meglio da fare che farmi abbracciare dal cielo.

20 Marzo
Questa mattina ascolto musica mentre faccio i lavori in casa… oggi è l’ultimo giorno d’inverno, amo le vigilie danno un senso agli eventi. D’attesa e vigilie e di “giorni prima di” è fatta anche la vita, poi arriva il giorno che aspetti e in un attimo finisce tutto. Sarebbe bello vivere preparandosi ad accogliere il nuovo ogni giorno, ogni sera sarebbe la vigilia di qualcosa di unico.
Di questo giorno solo un tramonto e uno stralcio di testo di una canzone che non ho ancora ascoltato, non voglio neppure sapere se mi piacerà la musica, colgo il testo come un fiore:

Siamo qui
Tra un passo incerto e l’utopia di un equilibrio ritrovato
Noi siamo qui
In un percorso parallelo
Ci tocchiamo senza mai incontrarci
Se gli occhi non riescono
A raccontarti ciò che vedi
Proverò io a dirtelo
Perché all’evidenza tu non credi
È troppo tempo che mi parli piano
Son troppi gli anni che ci confondiamo
Avremmo messo su un palazzo intero
E invece ci divide un muro
È troppo tempo che mi parli piano
O sei un ricordo lontano
Se gli occhi non riescono
A raccontarti i miei pensieri
Proverò a descriverli un po’ tutti
Anche quelli più neri
(Emma Marrone)

L’ultimo tramonto di questo inverno ha i colori dei peschi in fiore e nell’aria, ancora pungente di questo marzo bizzarro, si avverte appena il tepore di mille promesse che inteneriscono il cuore.
#lultimogiornodinverno

21 Marzo
E’ Primavera! Benvenuta…

Oggi mi godo il cielo azzurro e respiro tutto il sole, perchè è più facile da fare, perchè ha un buon odore, perchè ne ho bisogno! Perchè non sono abituata a guardare il sole in faccia e allora lo respiro…

25 Marzo
Oggi è la Domenica delle Palme, mamma è andata a benedirle qui alla chiesa del paese, lo ha sempre fatto lei da quando i ragazzi si sono fatti grandi, lei con papà, non sarà facile farlo da sola quest’anno, non è facile neppure per me preparare il pranzo della domenica e sapere che quella sedia resterà vuota. Non è facile per i miei figli sopportare l’assenza del nonno… eppure siamo tutti qui e passo dopo passo percorriamo il futuro che ci diventa presente sotto i piedi, e lo facciamo come lui avrebbe voluto. Seguendo le sue orme. In questo siamo davvero bravi.

Nel pomeriggio abbiamo anche fatto l’alberello di Pasqua e sotto casa, proprio attaccato al cancello, fra un centimetro di terra e l’asfalto, è fiorito il tarassaco… bellissimo, come se fosse nato in un prato immenso… aspetto che ogni fiore diventi un soffione per soffiare desideri leggeri in aria e vederli planare ovunque, attaccati a mille paracaduti di  flebile speranza. Eh si, rifiorire è un obbligo e un dovere da adempiere, un giuramento fatto al cospetto delle regine delle stagioni.

ps: a proposito di fiori e piante, ho deciso di studiare le piante medicinali, ho trovato un tomo bellissimo e molto completo, in seguito vi aggiorno :)

ps di ps: è arrivata la sorpresa del mio uovo di Pasqua, un libro che era da tempo nella mia lista dei desideri. Laura è felice e ringrazia i suoi figlioletti adorati!

Il mese non è ancora finito e tante cose ho tralasciato, avevo bisogno di appuntare come post-it i miei pensieri, le mie emozioni, le mie fotografie, soprattutto per me… per paura di dimenticare perchè non è poi così difficile perdere pezzi di vita e sono sempre più convinta che a me ne servirebbe una di scorta e qualcuno capace di aiutarmi a gestirla meglio, qualcuno che non sia perfetto ma che non mi lasci sola, qualcuno con cui passeggiare nei viali soleggiati o in mezzo alla tempesta senza ombrello, capace di comprende le mie fragilità e di aiutarmi a trasformarle in punti di forza. Insomma, mi servirebbe un’altra vita e un angelo custode senza ali. Per un’altra vita non ci spero, quanto all’angelo custode senza ali… mai dire mai. In fondo un angelo è semplicemente un uomo che ha imparato ad amare!

Ascoltando Fabrizio Moro – Un’altra vita

Ascoltando Ultimo – L’eleganza delle stelle

Le giuste parole

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Mi riempii gli occhi di tutta quella meraviglia e, senza fiato, mi voltai e salutai per sempre quell’estate. Fu l’addio più dolce che potessi contemplare e a decantarne il tempo fu lo spazio di un tramonto, la sua intensità e l’ampiezza del suo abbraccio; fra mare, cielo e terra, l’orizzonte di Luce mi si conficcò nella culla del Cuore, là, dove il suo palpito pare divida, in due metà precise, il muscolo dell’Amore.

Laura

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The Story

the-story

E’ un momento preciso e unico che disegna la storia,
è l’attimo in cui le mani del tempo ricamano,
esperte e sapienti, la forma del destino,
accogliendo, in quel fine intreccio,
i colori del mondo in una trama sconosciuta,
prossima e futura,
un arazzo in divenire.

Laura

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A chi racconti il Cielo?

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Poche sono le persone con le quali poter parlare delle nuvole, delle loro forme, delle loro ombre. Con me lo facevi, lo ricordi? Con chi riusciresti a parlare della melodia di un pensiero, del suo respiro, della sua inconsistenza e del suo peso? Dimmi, con quante anime ci riesci? Chi porti al tuo fianco, nei pensieri che non confessi neppure all’aria, ma che respiri per sopravvivere? Con chi parli mentre cammini le tue strade e a chi riesci a raccontare lo sguardo che poni su di un fiore e il modo in cui sorridi ad ogni suo petalo?

Laura

Francesca Michielin – 25 febbraio

Promettendo al cuore

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Mi trovavo a pochi passi dal mare, non troppo lontano dalla sua voce, ma distante dal suo liquido e ammaliante richiamo, non poterlo toccare mi donava sicurezza e questo mi bastava. Lo sentivo. Ascoltavo la sua lingua confusa e la sua voce languida e profonda rimanendo seduta sui gradini dell’autunno che stavo aspettando, senza fretta. A tenermi compagnia, un vecchio dondolo, mosso dalla brezza fresca dell’aurora, lasciava che la ruggine della catena, corrosa dal salino che lo reggeva alla trave portante della rimessa, potesse piangere indisturbata quell’estate che si stava allontanando. La voce delle onde appariva roca e rotta dal vento, era un assolo, un arrivederci e, allo stesso tempo, un appuntamento al prossimo anno, un distacco denso della malinconia tipica di ogni partenza.
Io custodivo nel petto il silenzio di una stagione e sapevo che ogni giorno di quei mesi appena trascorsi mi aveva dato e tolto qualcosa, sapevo che niente sarebbe stato più come prima, per questo aspettavo con tutta calma il tempo delle foglie secche, del vento freddo, delle piogge e dei profumi dolci. Ecco, forse non ero pronta alla dolcezza di settembre, in fondo mi dovevo del tempo, quello necessario affinchè il battito del cuore trovasse un ritmo più lento, moderato, adulto e sobrio.
Ero sola, avevo acquisito l’equilibrio di chi si era rialzata dopo un abbandono, avevo gambe rigide come legni riemersi dagli abissi e consunti dai flutti, navigati, senza più timore di nessun tipo di buio; non sarei potuta più cadere se mi fossi totalmente affidata a loro. Quella era la splendida, quanto bruciante, solitudine di chi non aveva necessità di appoggiarsi a nessun cuore, la struggente solitudine di chi non aveva più bisogno di nulla e di chi aveva smarrito in mezzo alla sabbia la tenerezza dell’infanzia. Mi raccontavo così, dicevo d’averla perduta… quando invece ero consapevole d’averla sepolta come le care ossa di un consanguineo. Volevo ricordarla intatta come la bellezza che possedeva da sempre, come il ricordo di chi ha raggiunto un altro cielo, volevo piangerla quando ne avessi avuto desiderio e, nelle notti migliori, sapevo che avrei avuto il coraggio di dissotterrarla, sconsacrando una promessa fatta al cuore, a quel poco che mi restava per esistere.

Laura

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L’architettura dei cieli e la nebulosa di Andromeda,
le stelle fisse e le galassie, e poi ancora cefeidi e brillamenti,
cose grandi e lontane, invisibili all’occhio ma ugualmente vere,
come i virus e la realtà dei sogni.

[L’imperfetta – Carmela Scotti]

E’ la sera dei miracoli, fai attenzione – 10 agosto 2016

E in mezzo a questo mare cercherò di scoprire quale stella sei
perche mi perderei se dovessi capire che stanotte non ci sei.

stelle

A dispetto di un tempo che prometteva una notte buia, il cielo è trapuntato di stelle, l’aria pizzica come tutte le volte che l’estate si lascia piovere addosso e nell’aria c’è profumo di magia… e poi… ci sono io col naso all’insù, chissà se sola o in compagnia?
E poi ci sono io… e sorrido in ogni caso a questo incanto, a queste lucciole del cosmo alle quali affidiamo sogni, desideri, illusioni… e se stanotte guardo le stelle so d’esser ancora umana, so di saper sognare ancora, di sapere ancora credere alle favole in un mondo in cui la realtà non è all’altezza della luce del mio cuore, in un mondo dove la realtà delude e tradisce… e il rifugio dei sogni è la coperta più calda e luminosa che io possa desiderare, è lo spazio discreto della mia casetta sull’albero, è la tenda degli indiani di quando ero piccina, è il nonsense di noi grandi piccoli uomini senza sete di una verità, ma alla ricerca della nostra proiezione da questa invisibile prospettiva.
E scrivo con gli occhi più belli che ho, con un inchiostro che ogni tanto ricompare e riconosco, con l’emozione di una prima volta, sotto la volta celeste che mi bagna le ciglia di umida emozione, rugiada di sentimenti fuori tempo e stagione, infiniti… come certi amori.

Laura

Ascoltando La sera dei miracoli interpretata da Fiorella Mannoia e Alessandra Amoroso

“Solo chi è in un sincero abbraccio
potrà ascoltare il canto delicato di Afrodite,
in onore delle stelle che cadendo
rinunciano alla loro luce per donarla
agli amori puri che stanno nascendo”

Abbracciati dalla Luce…

Gli auguri quest’anno non li faccio a nessuno e allo stesso tempo li faccio a tutti.
Ognuno di noi vivrà la Pasqua come è abituato a fare, chi con le sue tradizioni, chi come una domenica qualsiasi, chi in solitudine, chi in mezzo alla gente, ma comunque solo nell’anima. C’è chi la vivrà da un punto di vista religioso e chi la osserverà in modo distaccato, da ateo. Ci sta tutto, ci stiamo tutti sotto questo cielo, tutte le nostre idee e le nostre vite mescolate in una terra che non conosce Pace.
Noi, in terra, non conosciamo questa parola: Pace… noi che la guerra l’abbiamo studiata sui libri ed è sempre leggermente diverso, noi che la sentiamo come fiato sul collo ad ogni nuovo attentato in Europa e non la riconosciamo aldilà dei nostri confini… come se la terra fosse nata con dei confini e se questi non fossero opera del potere dell’uomo, questi segni sulle carte, sul mappamondo, che delineano non più geograficamente, ma politicamente. Questa terra che riconosce un solo Dio: il denaro. Penso che chi è stato davvero toccato dalla guerra non può avere occhi diversi da quelli di quei stranieri che, a detta di molti, dovremmo “aiutare a casa loro”. Penso che gli stessi occhi impauriti li avevano i miei nonni dopo ogni bombardamento. E non vedo differenze. La paura in certi occhi sbianca il viso e fa battere il cuore a tutti, allo stesso modo. Non riesco più ad ascoltare la politica dell’odio, non comprendo la povera gente italiana che fa la guerra alla povera gente di altre etnie, detesto la teoria della ruspa, della pulizia etnica… mi fa paura, mi ricorda tempi non lontanissimi in cui i forni crematori ripulivano la “razza” e in quei forni ci finivano tutti coloro che non piacevano a qualcuno: ebrei, zingari, omosessuali…e chi più ne ha più ne metta, mi ricorda i massacri delle foibe comuniste, mi ricorda che non esistono poteri buoni.
RESTIAMO UMANI!!! Il terrorismo è una piaga ben pagata da chi comanda il mondo e spacciata per guerra di religione. Son certa che molti di quei kamikaze ci hanno creduto di immolarsi per una causa religiosa e si sono sentiti eroi nel nome del loro Dio, tutti –giovani– dalle menti ben plasmate da chi sapeva bene su chi puntare per le loro sporche azioni politiche. Ingiustificabili azioni sono state compiute e si compiono quotidianamente nelle loro terre e noi abbiamo terrore del profugo che scappa? E’ come se avessimo timore dei cittadini di Bruxelles o di Parigi, quando, terrorizzati, scappavano a cercar rifugio fuori dalla metropolitana, fuori dall’aeroporto, fuori dal teatro! RESTIAMO UMANI!!! Noi occidentali, cristiani e cattolici ricordiamoci di quel Cristo che ha perdonato ognuno di noi per averlo crocifisso ed è morto in Croce per ognuno di NOI, per la nostra salvezza. Non parlatemi di buonismo, non parlatemi di politici… apriamo solo la mente e il cuore. Pasqua di resurrezione, per chi ci crede e per chi non ci crede, è comunque un esempio. Per chi in quell’Uomo in croce vede Dio e anche per chi ci vede l’uomo. Chiedo riflessione, silenzio… mi auspico che tutti quanti ripuliscano gli occhi e il cuore dall’odio, che l’odio è la via più percorsa, la più semplice da camminare…la più miseramente umana… e che lascino spazio all’AMORE, unica salvezza. Nessuno ci ruba i valori, nessuno ci ruba la fede, nessuno ci ruba la terra perchè tutte queste cose fanno parte del nostro bagaglio emotivo e culturale, siamo NOI… e noi dobbiamo tutelare la nostra identità, ma non a scapito delle identità altrui.
Allora gli auguri quest’anno li faccio agli ultimi, non quelli che non arrivano a fine mese, ma quelli che neppure lo iniziano… allora gli auguri li faccio a chi non li leggerà questi auguri sul blog perchè un pc non lo ha… allora gli auguri li faccio a coloro che vivono il dolore di una malattia… a chi vorrebbe viverlo questo mondo ma ha i giorni contati, a chi vive un lutto, a chi soffre di un qualsiasi disagio che gli condiziona la vita.
A tutti voi che, come me, vive la vita tra un giorno di pioggia e uno di sole sorrido e vi stringo tutti quanti in un abbraccio, noi “più o meno” ce la caviamo e se abbiamo poco, perchè pure molti di noi hanno davvero poco, uno spicchio di quel poco non dimentichiamo di dividerlo con chi ha meno. RESTIAMO UMANI!!!
Questo immenso cielo abbraccia tutti, proviamo a prendere esempio da Lui, sotto la sua Luce siamo tutti uguali e non ci distinguiamo per colore, religione, ideologia, cultura.
Posto una foto che lo dimostra…riconoscereste vostro fratello, vostro figlio, vostra madre, là sotto… abbracciato dal sole? Io no!
IL CIELO INSEGNA SEMPRE… PACE in terra e BUONA PASQUA a tutti gli Uomini di buona volontà!

Laura… piccola come un granello di sabbia nel disegno infinito posto sulla spiaggia della vita.

Pasqua