Una Pizza del Cavolo :)

Pizza del cavolo

Siete a dieta, ma siete anche golosi di pizza?
Questa è una soluzione validissima e ipocalorica… soprattutto non si sente affatto il sapore del cavolfiore. Da provare!!! Ve la consiglio :)
Provata e garantita by DolceNera

Ingredienti:

1 cavolfiore grande
1 albume d’uovo
qualche cucchiaio di salsa di pomodoro
1 mozzarella light
sale q.b.
origano

Preparazione:

Fare bollire in acqua poco salata un cavolfiore lavato, mondato e tagliato a pezzi.
Una volta cotto lasciare scolare molto bene il cavolfiore e tritarlo in un mixer.
Aggiungere il bianco di un uovo al composto e mescolare bene.
In un tegame tondo antiaderente spianare il composto leggermente più spesso della base di una pizza normale ( poichè tende, in cottura, a ritirarsi assottigliarsi e rimpicciolire) e infornare a 200°, tenendo controllata la cottura; non appena solidifica il composto sfornare e aggiungere alla base i cucchiai di passata di pomodoro salata a piacere, la mozzarella light e l’origano. Infornare sino a che la mozzarella non si scioglie.
Io ho fatto la versione pizza a cuore utilizzando la placca del forno con sotto un foglio di carta forno.
E’ anche carina da vedersi, vero?

Buon Appetito!!!

DolceNera
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E poi…

… rassegnata alle tue mimose ormai decapitate te lo costruisci un bel sorriso… perchè te lo devi e in fondo lo devi anche a chi, come te, è donna e abita con te, e sto parlando di mia figlia. Allora il pranzo della domenica, anche se io e lei siamo a dieta, è motivo di festeggiare a modo nostro, seguendo le ragioni del cuore e allora decidiamo di pranzare in soggiorno e ci va di farlo alla luce delle candele e chissenefrega se fuori c’è il sole….
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… apparecchiamo alla buona, ma decidiamo di fare un tavolo con le tonalità del giallo, poco importa se i tovaglioli sono strappi di scottex e la tovaglia è un po’ sbiadita dai lavaggi
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…importa però che ci sia calore e colore in casa, che il malumore di ieri sia riuscita a soffiarlo via e soprattutto che ci sia qualcosa di simbolico per me e mia figlia…un qualcosa di nostro, rubato ad un dialogo del film The Help che fa da cetrotavola e che ci ricorda le cose che non dobbiamo mai dimenticare, oltre al film altamente in tema con la giornata.
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E poi per pranzo… nulla di speciale: insalata e pesce ai ferri e per i maschietti l’aggiunta di penne al salmone…però è stato un sorriso piccolo e grande nello stesso tempo… in fondo basta poco, a modo nostro, è sentire una giornata e non viverla come una festa.

DolceNera

« Il vento della libertà inizia a soffiare »

(la qualità delle foto è pessima, il cellulare oggi faceva i dispetti…sorry!)

Cosa hai messo nel caffè?

Io e Sara (mia figlia) e la magia dei caffè artistici
…volevamo fare un cagnolino, ma sembra un porcellino,
allora vi presento il nostro Porco Cane !!!
…ma giuro che possiamo fare anche di peggio!!!

Ovviamente quello che mettiamo nel caffè non è zucchero, ma questo penso si palesi da solo…e cos’è allora?

Non fate i malpensanti!!! è solo tanto aMMMMMore

...in fase di elaborazione...

…in fase di elaborazione…

...e opera terminata! :D

…e opera terminata! :D

Reportage di ieri, notte di Halloween & ben arrivato Novembre

A volte le cose partono male e poi in un attimo tutto cambia…

Era tutto grigio dentro e fuori di me...poi mi sono detta che basta poco, ma poco poco per provare a cambiare una serata e allora...

Era tutto grigio dentro e fuori di me…poi mi sono detta che basta poco, ma poco poco per provare a cambiare una serata e allora…

...avevo già in progetto di fare una vellutata di zucca che poi ho ribattezzato -Pozione di Strega-

…avevo già in progetto di fare una vellutata di zucca che poi ho ribattezzato –Pozione di Strega

...e tutto doveva finire con dei dolcini comperati a forma di ragno...poi però nel frigo avevo del salmone affimicato e del Philadelphia Light...un po' di erba cipollina fresca dal vasetto sul terrazzo e un po di spezie e ne sono usciti questi fagottini, - Le interiora di zombie -

…e tutto doveva finire con dei dolcini comperati a forma di ragno…poi però nel frigo mi sono ricordata di avere del salmone affumicato e del Philadelphia Light…un po’ di erba cipollina fresca, rubata dal vasetto sul terrazzo e un po’ di spezie a go-gò e ne sono usciti questi fagottini, – Le interiora di zombie

Uova fresche del contadino che mi aveva portato mio papà la mattina. le rassodo, le divido a metà e batto il tuorlo con un tris di pepe, e peperoncino e robiola. Olive nere denocciolate per decorare e se sono uscite - Le Uova di Vedova Nera -

Uova fresche del contadino che mi aveva portato mio papà la mattina…che ci faccio? le rassodo, le divido a metà e batto il tuorlo con un tris di pepe, peperoncino e robiola. Olive nere denocciolate per decorare e se sono uscite – Le Uova di Vedova Nera

Un dessert facilissimo: budino al creme caramel e al cioccolato....stuzzicadenti, cordoncidno per arrosti e insaccati, scotch e una stampante che finalmente è stata rifornita di cartucce di colore e la banalità di un budino Elah l'ho rivisitata in - Dessert Mostruosi -

Un dessert facilissimo: budino al creme caramel e al cioccolato….stuzzicadenti, cordoncino per arrosti e insaccati, scotch e una stampante che finalmente è stata rifornita di cartucce di colore per stampare delle zucchette paurosissime… e la banalità di un budino Elah l’ho ribattezzata in – Dessert Mostruosi

Effetto della tavola by night, centrotavola e uno dei lumini che abbiamo colorato lo scorso anno, anno in cui avevo un umore migliore di quello di quest'anno e si sa, quando l'umore è buono la fantasia fiorisce come a primavera...

Effetto della tavola by night, centrotavola e il lanternino col gatto nero che non poteva mancare, riesumato dall’anno scorso; era uno dei lumini che ho colorato  con i ragazzi, anno in cui avevo un umore migliore di quello di quest’anno e si sa, quando l’umore è buono la fantasia fiorisce come a primavera…

Centrotavola con la mia zucca che mi regalò anni fa il mio cognatone preferito e i frutti di stagione, doni che ci regala l'Autunno.

Centrotavola con la mia zucca che mi regalò anni fa il mio cognatone preferito e i frutti di stagione, doni che ci regala l’Autunno.

Un Sorriso Simpatico...perchè, in fondo, giocare fa bene ad ogni età, in primis con noi stessi e le nostre vite sgangherate. Love Laura. la streghina burlona ♥

Un Sorriso Simpatico…perchè, in fondo, giocare fa bene ad ogni età, in primis giocare con e di noi stessi e con le nostre vite sgangherate. Dopo cena… tutti a letto al calduccio, sotto il piumone, a vedere Hocus Pocus della Disney e tè bollente alla vaniglia e cannella a mezzanotte…noi streghe siamo fatte così…perfidamente dolci e piccoline :)
                                       DolceNera § Laura. la streghina  ♥

canzone di Sarah, tratta dal film Hocus Pocus

« Tre volte mi purifico col mercurio e sputo sopra le dodici tavole. Sciocchi, tutti quanti! È il mio scellerato libro che vi parla! Alla vigilia di Ognissanti, quando la Luna sarà un cerchio nel cielo, una creatura vergine ci riporterà su questa terra! Torneremo qua giù e le vite di tutti i vostri figli saranno mie! »
(La maledizione che Winnifred Sanderson invoca poco prima di essere impiccata insieme alle sue sorelle)

Il finale del film è quello che tutti amiamo: il bene vince su ogni male, d’altronde nei film e nelle favole funziona così, lasciate sognare in pace chi ama inventarsi una realtà alternativa, avrà le sue ragioni, no?

Intanto un inchino al mio amato mese di Novembre appena nato:

BENVENUTO Piccolino!

benvenuto

Pollo al curry con riso basmati

ingredienti

INGREDIENTI per una persona:

80 grammi di riso basmati
100 ml d’acqua
Sale rosa dell’Himalaya q.b.
Olio EVO q.b
Uno scalogno
Una carota piccola
Una zucchina
200 grammi di petto di pollo
Un cucchiaio raso di curry
Un cucchiaino di zenzero in polvere
Un bicchiere di latte scremato (200 ml circa)
Un cucchiaio raso di farina
Un cucchiaio di salsa di soia

PREPARAZIONE:

Preparare il riso sciacquandolo in un recipiente sotto l’acqua corrente e poi passandolo in un colino a trama fitta, si deve sciacquare piu’ volte senza lasciarlo in ammollo, finchè l’acqua ne uscirà pulita.
In una pentola o padella antiaderente mettere il riso, l’acqua e un pizzico di sale, praticamente il riso verrà appena coperto dall’acqua, coprire con il coperchio e portare ad ebollizione.
Quando bolle mettere il fuoco al minimo e lasciare cuocere per 10 minuti, passati i 10 minuti spegnere il fuoco e lasciare riposare per altri 10 minuti.
Togliere il coperchio e sgranare il riso con una forchetta, se non si utilizza subito mettere un canovaccio sopra la pentola e chiudere con il coperchio, in questo modo si manterrà perfetto fino all’utilizzo.
Preparare il pollo tagliandolo a striscioline e metterlo in una terrina a insaporire con mezzo cucchiaio di curry, nel frattempo tagliare finemente lo scalogno, la carota e la zucchina più grossolanamente; in una padella mettere un filo d’olio e cuocere le verdure appena tagliate per qualche minuto, aggiungendo poca acqua alla volta per ammorbidirle.
Aggiungere la salsa di soia e il pollo a pezzettini e rosolarlo per bene, cuocere per 10 minuti, aggiungere il latte, la farina, il rimanente curry e lo zenzero.
Lasciare cuocere per altri 10 minuti circa, se si asciuga troppo unire altro latte. Aggiustare di sale.
Il composto deve rimanere denso e morbido.
Servire accompagnato con il riso basmati.

Buon Appetito…

DolceNera

pollo al curry e riso basmati

Risotto alle Mele Selvatiche

mela

  • Ingredienti per 4 persone:

200 g di mele selvatiche
350 g di riso carnaroli
1 cipolla bianca piccola
acqua calda q.b.
pepe q.b.
sale q.b.
5 cucchiai rasi di olio
1 noce grande di burro
2 dadi vegetali
3 foglie di salvia fresca
4 o 5 fili di erba cipollina
parmigiano reggiano q.b.

  • Procedimento:

In una padella capiente mettete l’olio e la cipolla tritata finemente e fate soffriggere leggermente.
Unite le mele selvatiche sbucciate e ridotte a cubetti piccolini e fate cuocere per 3 minuti.
Aggiungete il riso e lasciatelo tostare assieme agli altri ingredienti
Ora potete aggiungere il primo mestolo di acqua calda e, dopo aver mescolato bene, i dadi vegetali che, sciogliendosi pian piano durante la cottura, rilasceranno tutti i loro aromi.
Proseguite la cottura aggiungendo l’acqua calda sempre a mestolate.
5 minuti prima di finire la cottura, aggiungete un fine trito di salvia ed erba cipollina, mescolate accuratamente e mantecate con una noce di burro, aggiustate di sale e pepe
Impiattate e servite ben caldo, aggiungere a piacere una spolverata di parmigiano reggiano.

Buon Appetito…

DolceNera

Il sale rosa dell’Himalaya

sale rosa

Il sale rosa dell’Himalaya è ben diverso dal comune sale da cucina, che è costituito essenzialmente da cloruro di sodio. Il sale himalayano è puro, molto antico, privo di tossine e di sostanze inquinanti che possono contaminare le tipologie di sale che provengono da mari e oceani.
Il sale rosa sull’Himalaya è conosciuto anche come “oro bianco”. Si tratta infatti di una risorsa davvero preziosa. E’ ricchissimo di sali minerali, che invece sono del tutto assenti nel sale da cucina. Ne contiene più di 80, tra i quali troviamo soprattutto il ferro. Il caratteristico colore rosa è dovuto sia all’elevata presenza di tale minerale, sia al fatto che questa speciale varietà di sale non viene sottoposta ad alcun trattamento sbiancante.
Il sale rosa non è raffinato e non viene trattato con alcun procedimento chimico. Il sale Himalayano è incontaminato: quando viene estratto, risulta puro proprio come quando si era depositato nel suolo migliaia di anni prima. Il nostro intestino lo assorbe meno e il suo gusto tende a valorizzare il sapore dei cibi senza coprirlo.
Quali sono i benefici?
Innanzitutto, l’impiego di sale rosa dell’Himalaya, in sostituzione del comune sale da cucina, limita il rischio di ritenzione idrica e di ipertensione, poiché il suo contenuto di cloruro di sodio è decisamente ridotto. Vi sono poi numerosi benefici che possono derivare dall’uso alimentare del sale rosa dell’Himalaya:

1) Controllo dei livelli di acqua presenti nell’organismo e loro regolazione in modo da garantirne il corretto funzionamento.
2) Promuovere un equilibrio stabile del pH a livello delle cellule, cervello incluso.
3) Aiutare la riduzione dei comuni segni di invecchiamento.
4) Promuovere un miglioramento della capacità di assorbimento degli elementi nutritivi presenti nel cibo lungo l’intestino.
5) Supportare la respirazione e la circolazione.
6) Ridurre i crampi.
7) Accrescere la forza delle ossa.
8) Promuovere la salute dei reni rispetto all’uso del comune sale da cucina.
9) Favorire un sonno migliore e regolare.
10) Offrire un aiuto naturale in più dal punto di vista del desiderio sessuale.

Quali sono gli utilizzi?

Il sale rosa non è soltanto un condimento. Vi sono infatti alcuni interessanti usi alternativi del sale rosa dell’Himalaya che vanno al di fuori dell’ambito alimentare: la preparazione di uno scrub per la pelle, il suo impiego per un bagno caldo e per la riduzione dei dolori articolari e la realizzazione di una soluzione salina adatta a disinfettare il cavo orale in caso di mal di gola e di raffreddore.

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Quali sono gli svantaggi?

Purtroppo il sale rosa dell’Himalaya non è di certo un prodotto a chilometri zero. Le zone di estrazione sono molto lontane da noi. Si tratta infatti delle miniere naturali di sale che si trovano sulla catena dell’Himalaya e che si sono formate grazie ad un processo durato ben 250 milioni di anni.
E’ certamente un bene valutare la zona di provenienza degli alimenti che acquistiamo, però è anche importante sapere che una normale confezione di sale rosa dell’Himalaya dura molto più a lungo rispetto al comune sale da cucina; ne basta davvero pochissimo per dare ad ogni piatto quel tocco di gusto in più.
Restano però alcuni dubbi che riguardano la sua estrazione. Il sale rosa verrebbe trasportato a spalla, in sacchi pesanti, soprattutto da donne, per chilometri e chilometri, fino alle aree di lavorazione. L’aumento della richiesta del prodotto avrebbe contribuito a rendere ancora più aspre le condizioni di lavoro. Si teme inoltre che la sua estrazione sconsiderata possa distruggere un vero e proprio patrimonio naturale. Senza contare l’inquinamento legato al suo trasporto dall’Oriente all’Occidente.
Dove trovare il sale rosa dell’Himalaya?
Il sale rosa dell’Himalaya ormai si trova abbastanza facilmente anche al supermercato, accanto al comune sale da cucina o alle spezie. Inoltre, lo potrete acquistare nei negozi di prodotti biologici, nelle erboristerie, in alcune botteghe del commercio equo e su internet. Potete trovare in vendita sia sale rosa dell’Himalaya grosso che sale rosa dell’Himalaya fino.

(fonte: http://www.greenme.it/ )

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Il Dolce della Domenica: Le Mele senza Cuore

fiaba

fiaba

C’era una volta una collina dove crescevano delle piante di melo che davano frutti tanto belli quanto buoni perchè erano alberi felici. Un brutto giorno passò da quelle parti una strega cattiva, che non sopportava di vedere nessuno contento. Come si accorse di quelle grosse mele rosse pendere dai rami, fù presa da un attacco di perfidia.
“Santa polenta! Tutta questa felicità è insopportabile!”, gridò con la sua orrenda voce stridula e si coprì gli occhi con le mani quasi avesse visto un mostro orrendo:”Io vi porto via il cuore così non potrete mai più gioire e diverrete fredde e insensibili!”.
La strega era veramente molto cattiva, fece un incantesimo terribile e si portò via il cuore delle povere mele.

* Togliere con l’apposito strumento il torsolo alle mele *

Si udì echeggiare per tutta la valle la sua crudele risata e tutti gli animali fuggirono terrorizzati nelle loro tane. “Ora voglio proprio vedere se riuscirete ancora a essere felici”, disse tutta soddisfatta quella cattiva di una strega e se ne andò.
Gli animali fecero timidamente capolino dai loro nascondigli, uno alla volta uscirono tutti e incominciarono a domandarsi che cosa mai poteva aver combinato la strega.
Un pettirosso che aveva fatto il nido proprio sopra uno dei meli e aveva assistito al tremendo incantesimo raccontò agli altri che cosa era accaduto.
“Oh!!!!”, fecero in coro gli animali; e si misero in marcia per andare a consolare le povere mele che tante volte, solo lasciandosi ammirare, avevano rallegrato più d’uno di loro.
Quando giunsero alla collina a prima vista non notarono alcun cambiamento, ma come cominciarono a parlare con la frutta, si accorsero subito che le mele erano diventate fredde come il ghiaccio!
I passerotti cercarono in tutti i modi di farle ridere ma non ottennero alcun risultato, i bachi fecero loro il solletico, i leprotti le boccacce, la tartaruga si mise addirittura a correre, ma quelle niente, se ne stavano zitte e immobili sui loro rami.
“Non c’è proprio soluzione…”, disse sconsolata la talpa.
“Come faremo ora?”, sospirò il ghiro.
“La collina morirà di tristezza!”, esclamò la tartaruga.
“Chiamiamo le api, loro forse potranno fare qualcosa!”, propose infine una mosca che aveva delle conoscenze, oltre a un numero illimitato di parenti, nell’alveare del bosco. “Io credo”, continuò, “che si debba trovare il modo di restituire alle mele tutto l’amore che la strega s’è portata via!”
“Proviamo!”, disse la tartaruga, e così la mosca andò a chiedere aiuto alle api.
Tornò di lì a poco con uno sciame al completo, regina in testa: avevano voluto venire tutte ad aiutare le povere mele sui cui fiori tante volte si erano posate.
Anche gli animali avevano deciso di darsi da fare e ognuno era andato in cerca di qualcosa da donare alle poverine. Tutti provavano della riconoscenza verso le mele e tutti volevano restituire l’amore di cui avevano bisogno per ritrovare il loro cuore.
Tornarono con bacche, uva, noci e altre dolcezze del bosco. L’ape regina “sguinzagliò” le sue operaie e ciascuna raccolse una noce, una bacca, un fiore, li mise al posto del cuore delle mele e insieme incollarono il tutto con quanto miele ci stava fino a farle traboccare di dolcezza.

* Riempire le mele con uva passa, noci tritate, albicocche secche tritate e miele *

Quando ebbero colmato d’amore tutti i frutti, gli animali rientrarono nelle loro tane, decisi a tornare il giorno dopo, per vedere se erano riusciti a rompere il tremendo incantesimo.
Quella sera in ogni nido, in ogni rifugio non si parlò d’altro e tutti, dalla pulce alla marmotta, speravano di essere riusciti a ridare il sorriso alle mele.

* Solo per le mamme: infornare a 220 gradi per 20 minuti *

L’alba sorprese il bosco addormentato, ma come il sole fece capolino da dietro le nuvole e i suoi raggi inondarono di luce la natura, gli animali, le piante, i fiori corsero tutti a vedere e…sorpresa!
Le mele stavano ridendo felici e contente, non ricordavano nulla dell’incantesimo e anzi non riuscivano a capire perchè fossero tutti così agitati quella mattina.
Allora l’ape regina raccontò loro che cosa era accaduto e quanto gli animali si erano dati da fare per restituire loro l’amore che la strega si era portata via.
Se vi capita di passare di lì, fermatevi un attimo alla collina degli alberi felici e fatevi raccontare dalle mele la loro storia!

[tratto da “Favole & Frittelle” di Cristina Cappa Legora, illustrazioni di Ambra Costa, edito Garzanti/ A. Vallardi – 1989]

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