L’Aura dei Sogni (Dal 1 Aprile 2017 al 27 luglio 2017)

La sottile armonia degli opposti. (27 luglio 2017)

Cercavamo di rincorrere il Vento ma abbiamo trovato tutto questo cielo ad aspettarci…

Quante parole ho regalato al vento. Sarebbe consolante sapere che il vento le ha trasportate in un luogo in cui vengono custoditi i pensieri, i sentimenti, le intenzioni, ma non ho questa certezza e in questo limitato esistere ho compreso che qui le parole non lasciano il segno, non si fermano. Sono come foglie danzanti nell’aria che svaniscono dal nostro orizzonte, come arcobaleni che ci catturano ed è già malinconia per la loro scomparsa. Ma se il vento è un mio alleato, nel suo incessante viaggio avrà depositato la parte di me che non si vede e, magari in un’altra vita, tu depositerai i tuoi occhi, belli come l’acqua, su quel mondo sconosciuto.

*Nicola Bolaffi*

È solo una vertigine dell’Anima…

“Ci sono luoghi che non si conoscono e che non si conosceranno mai, ma forse è proprio lì che si vive da sempre.”

*Costanza Placentino*

PLAY & LISTEN

Ci sono stati giorni e ce le saranno altri… (6 maggio 2017)

Ci saranno dei giorni in cui non vedrai alcun motivo per andare avanti. Va bene. Ci saranno dei giorni in cui persino il pensiero di alzarti dal letto ti farà venire voglia di piangere. Va bene anche questo. Ci saranno dei giorni in cui non ti ricorderai nemmeno come si fa a piangere, o a sorridere, o a vivere, in cui la stanchezza ti peserà sulle palpebre e sulle ossa fino a schiacciarti. Ne avrai ogni ragione. Ma ricordati sempre che ciò che senti non dura per sempre. Che è tutto temporaneo. Che qualcuno, prima di te, ha provato quello che provi tu adesso, ed è sopravvissuto. Le foglie cadono ogni autunno, e soltanto perché non sei un sempreverde – soltanto perché anche tu sfiorisci, mentre altri riescono a non farlo – non vuol dire che tu sia sbagliato e che sia tutto finito. Va bene cadere. Va bene. Quando arriveranno quei giorni, ricorda le cose per cui vale la pena andare avanti, qualsiasi piccola cosa – il prossimo film in uscita, un amico che ti invita a uscire, il libro che non hai ancora letto. Ricorda che tutto prima o poi finisce, che il sipario prima o poi deve sempre calare su tutto. Lascialo calare sulle amicizie finite, sugli amori passati, sulla tristezza che ti stringe la gola, sulle cattiverie che ti hanno detto, sui tuoi sbagli, sui rimpianti, sulle parole che non avresti dovuto pronunciare, su tutte quelle piccole cose che ti pesano sulle spalle come macigni. Lascialo cadere su tutto, tranne che su di te. Mai su di te. Perché non lo meriti. Perché meriti di più di un sipario chiuso, di un copione finito in tragedia. Perché meriti di stare bene, e ti prometto, ti prometto che succederà e sarai felice di non aver deciso di lasciarti andare. Ti prometto che un giorno ti sveglierai e andrà tutto bene. Fino ad allora, tieni duro. Alzati dal letto quando sembra impossibile. Esci quando vorresti rinchiuderti dentro. Apprezza le cose belle quando vorresti solo piangere. È una bella vita, in fin dei conti, te lo giuro. È una bella vita. E tu la meriti.

– Carmelita Zappalà

23 Aprile (23 Aprile 2017)

Domenica grigia, di spilli di pioggia, di poesie di serra e giovani fioriture.
È fermento l’emozione che diviene parola, traccia d’inchiostro, bagliore di luce.
È rumore oltre al vetro e canti di silenzi dentro al cuore.
Rime di vita che colano sui vetri in rivoli di bellezza
disegnano le sfumature del mattino maturo dentro agli occhi.

*L’AuraDeiSogni*

Ieri sera (10 Aprile 2017)

Mi sono sempre innamorata nel guardare la luce dentro le case degli altri; guardare, da fuori, dentro alla mia di casa, mi fa vedere le cose da un’altra prospettiva. Osservo una luce nuova che non riconosco totalmente.

È dunque vero che si allungano gli occhi un passo più in là di quanto ci è concesso, dove magari la vista sfuoca un po’ i contorni, magari  per curiosità, per assecondare la fantasia, per il gusto di scivolare via… talvolta però, dimentichiamo di mettere a fuoco ciò che è vicino, bello o brutto che sia.

L’Aura

Primavera (10 Aprile 2017)


Ascoltando: Maldestro – Abbi cura di te

Perchè l’Amore che dai è l’Amore che torna

L’Inizio (1 Aprile 2017)

(Cercando – Foto di L’Aura)

C’è un limite al dolore
in quel limite un caro conforto
un’improvvisa rinunzia al dolore.
Il pianista cerca un fiore nel buio
e lo trova, un fiore che non si vede
… e ne canta la certezza.
Il gioco è questo: cercare nel buio
qualcosa che non c’è, e trovarlo.
Ennio Flaiano

L’inizio prende vita nella notte più buia di questo mio tempo, ma è il frutto dell’albero dei destini; lo colgo maturo dopo aver sognato a schiena nuda su mille punte aguzze di stelle esplose… il loro marchio è sigillo sulla pelle e sul Cuore, ma l’Anima mia si dilata al fine di giungere all’arcano disegno del Cosmo, quello che vuole dipingermi ancora confini, spazi e silenzi.
Ritorno alla via maestra attraversando un crocicchio sterrato, là, dove il bosco ha lasciato alla mia mente navigare nel dubbio e alle mie gambe camminare percorsi incerti e tortuosi.
Immobile, al cospetto della Madre, chiedo asilo al suo caldo ventre… mi basta il tempo di ricucirmi addosso ogni frammento di me che si è smarrito nelle segrete spirali del tempo.

~in*sogno~ L’aura

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Perdonerai il tempo passato e finalmente ammetterai che sei più bella.

Che tutto questo magnifico azzurro
non può restare per sempre dietro alle sbarre
e neppure riassumersi in una scia.
(Foto e parole mie)

Decidere di rimanere per molto tempo senza scrivere, per una donna come me che ama farlo, deve avere sempre una valida motivazione.
C’è un momento in cui hai bisogno di tacere e di leggere, di studiare, di entrare in contatto con quella che è la profondità della tua anima, di metterla in discussione e di capire quali siano le sue pecche, i suoi bisogni ma anche le sue virtù. In questi giorni ho riletto un po’ di questo blog. Non nascondo che ho provato una certa nostalgia, in alcuni momenti anche una forte malinconia, ho rivissuto i miei ricordi d’infanzia che avevo riposto in alcuni post, ma ho anche riassaporato momenti di profonda amarezza che solo io so dove ho nascosto, solo io riconosco l’angolo preciso di un discorso dove si eleva un urlo di rabbia, o la piega del foglio in cui si è nascosta una lacrima. Tutto sommato sono contenta di questo percorso, fa parte di me, di una me molto ingenua, ma anche della persona che sono oggi.
Continuare a scrivere qui non è ciò che intendo fare. Qui è passato, qui è un luogo dove tornare per non dimenticare. La persona che scrive oggi somiglia, per certi versi, a quella che ha riempito di parole questo blog, ma di certo non è più la stessa… e per fortuna, direi! Ho conservato e cintato il luogo sacro della mia anima lasciandolo immutato e proseguo a piedi nudi, ma non più a cuore scalzo.

Ho sempre amato il rosso e il nero e oggi mi ritrovo a comperare tutto bianco, chissà come mai? No, non sono diventata un angelo, anzi! Ho letto tantissimi libri e da ognuno ho imparato qualcosa, sto interessandomi di erboristeria e di alimentazione, amo le persiane azzurre… sì, voglio una casa con le persiane azzurre, perchè sto anche cercando casa.

Scrivo mentre sta piovendo e ne sono contenta perchè la pioggia fa sempre baccano e confonde il rumore dei miei pensieri che a volte si ingarbugliano un po’… e poi sto preparando il mio nuovo spazio, il mio nuovo blog. Appena lo finisco pubblicherò qui il link al sito e saranno benvenuti coloro che mi hanno sempre letta; delle 700 iscrizioni di questo blog faccio a meno volentieri, non devo mica vendere materassi o pentole in acciaio inox! Intanto io non contraccambio iscrizioni se i contenuti non mi piacciono, quindi non sono un buon “investimento”. In questi mesi ho continuato a leggere i miei blog preferiti, anche se difficilmente ho lasciato segno del mio passaggio.

Cosa scriverò non lo so di preciso, credo che dividerò i miei post in categorie; una parte resterà una forma di diario, poi intendo pubblicare qualche breve racconto scritto da me… e magari parlare di qualche libro letto, e inserire le mie fotografie. Che poi chi mi segue lo sa bene, mi piace fare tante cose, ma non ho particolari talenti, per questo cazzeggio sul blog, chè gestire un blog non ci dà nessun titolo, fatta eccezione per i più presuntuosi che se lo prendono da soli… e non intendo neppure impegnare molto tempo a seguirlo come facevo una volta, perchè mi è ben chiaro che è un passatempo e che son finiti i tempi in cui, attraverso i blog, si instauravano rapporti veri, la vita è fuori di qui ed quella che ti dà martellate sui denti quando combini qualche cazzata, qui dentro puoi dar voce a una parte di te che nella quotidianità è più complessa da far parlare, non dimentichiamo però che i nostri sono assoli.
L’ascolto è una rarità e la totale comprensione di quanto scriviamo è una pietra preziosa. Non faccio mistero che le parole mi piacciono ma prediligo i fatti, preferisco quindi vedere il blog come un assolo, un po’ come chi scrive sui muri, magari scrive cose belle… ma la maggioranza delle persone lo chiama imbrattatore.
Per dire che comunque vada e qualsiasi cosa mi giri di scrivere non m’importa del giudizio di chi passa. Per me sarà sempre una cosa bella, perchè Mia!

Ascoltando: Paola Turci – Fatti bella per te

… e sei più bella quando sei davvero TU
e sei più bella quando non ci pensi più!

Skyline

Sottotitolo: ~c’é chi la chiama nostalgia di tornare qui~

Le coincidenze costellano la nostra giornata, ci stupiscono, talvolta sconvolgono i nostri piani e ci cambiano la vita, ma ci ostiniamo a ignorarle. Se invece ci fermassimo a riflettere, scopriremmo che tantissimi avvenimenti apparentemente fortuiti sono stati in realtà dei piccoli miracoli.

     ~Deepak Chopra~

Le giuste parole

addio-estate

Mi riempii gli occhi di tutta quella meraviglia e, senza fiato, mi voltai e salutai per sempre quell’estate. Fu l’addio più dolce che potessi contemplare e a decantarne il tempo fu lo spazio di un tramonto, la sua intensità e l’ampiezza del suo abbraccio; fra mare, cielo e terra, l’orizzonte di Luce mi si conficcò nella culla del Cuore, là, dove il suo palpito pare divida, in due metà precise, il muscolo dell’Amore.

Laura

Play

The Story

the-story

E’ un momento preciso e unico che disegna la storia,
è l’attimo in cui le mani del tempo ricamano,
esperte e sapienti, la forma del destino,
accogliendo, in quel fine intreccio,
i colori del mondo in una trama sconosciuta,
prossima e futura,
un arazzo in divenire.

Laura

Play

A chi racconti il Cielo?

ed-e-ancora-cielo

Poche sono le persone con le quali poter parlare delle nuvole, delle loro forme, delle loro ombre. Con me lo facevi, lo ricordi? Con chi riusciresti a parlare della melodia di un pensiero, del suo respiro, della sua inconsistenza e del suo peso? Dimmi, con quante anime ci riesci? Chi porti al tuo fianco, nei pensieri che non confessi neppure all’aria, ma che respiri per sopravvivere? Con chi parli mentre cammini le tue strade e a chi riesci a raccontare lo sguardo che poni su di un fiore e il modo in cui sorridi ad ogni suo petalo?

Laura

Francesca Michielin – 25 febbraio

Il rumore delle cose che iniziano

luglio 2016

Seppe, senza capirlo, che esistono cose irreparabilmente brutte, come quella che stava accadendo a Teresa, e a lei che la stava perdendo.
Seppe anche, però, che ne accadono di irreparabilmente belle. Ed era strano che a lei accadessero insieme. O forse era proprio così che doveva andare: che le cose irreparabili, quelle oltre le quali tutto prende una piega inimmaginabile prima e indimenticabile poi, sono di una sola specie, nè bella nè brutta, solo molto potente e sorprendentemente fragile.

Aveva capito che le cose, quando finiscono, lo fanno in silenzio. Mentre quelle che iniziano fanno un rumore bellissimo.

Ada ha sempre pensato che ci sono momenti in cui le risate scomposte servono. Uno non se ne accorge mai davvero, fin quando poi ripensa a quella volta che una risata tutta scomposta, di quelle che fanno sentire male agli addominali, gli ha salvato la vita. E’ il genere di cose di cui ci si ricorda da vecchi. Ada invece ci fa caso già adesso, perchè le è sempre parso di essersi salvata la vita molte più volte di quante avrebbe voluto.

Credo sappia che lo aspetterei comunque. Il fatto è che pare sempre che abbia un altro posto dove andare. All’inizio non era così.

“Bé, io non voglio che niente sprofondi” ribatte Ada senza ridere. “Se qualcuno sprofonda, non può venire fuori niente di buono”.
“Neanche io voglio che niente sprofondi. Non so davvero come facciano, ma qualcuno le lascia sprofondare, le cose”.

Evita Greco

Sottolineando…

Il rumore delle cose che iniziano – Evita Greco

Cosa faresti se la tua bambina avesse paura di andare a scuola? Cosa le diresti per convincerla a farsi coraggio? Per la sua nipotina Ada, Teresa inventa un gioco: ogni volta che una cosa bella sembra finire, bisogna aguzzare le orecchie e prestare attenzione ai rumori. Solo così si possono riconoscere quelli delle cose che iniziano. Alcuni sono semplici e hanno dentro una magia speciale: un’orchestra che accorda gli strumenti, il vento in primavera, il tintinnio delle tazze riempite di caffè. Ma nella vita non sempre sappiamo riconoscere le cose belle. Quando perdiamo fiducia in noi stessi, quando qualcuno ci tradisce, o ci dice addio, sembra che nulla possa davvero iniziare. Ada ci pensa spesso, ora che nonna Teresa è ammalata. Nei corridoi dell’ospedale la paura di restare sola è così forte da toglierle il respiro, ma bastano due persone per ricordarle che si può ancora sorridere: Giulia, un’infermiera tutta d’un pezzo, e Matteo, che le regala margherite e la sorprende con una passione imprevista. Perché è proprio quando il mondo sembra voltarti le spalle che devi ascoltarne i rumori, e farti trovare pronta. Guardati intorno, allunga la strada, sbaglia a cuor leggero e ridi più spesso che puoi. Ogni volta che qualcosa finisce, da qualche parte ce n’è un’altra che inizia.

Play music

“(…) Ridi, piccola mia. Ridi più spesso che puoi.
E sbagliati.
Arriva tardi, allunga la strada.
Sporcati.
Compra quel vestito bello, compralo anche se credi che costi troppo. Tienilo nell’armadio e indossalo in un giorno qualsiasi: ti farà felice.”

Da Salem

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Foto Laura

XVII secolo
Salem, Massachusetts coloniale

“Non sai nulla della morte e ancor meno della vita.
Io potrei istruirti sulla vita, sulla morte e su molte cose che stanno nel mezzo.
Sai cosa ha ucciso la maggior parte delle donne sepolte qui?

L’Amore.

Quasi tutte sono morte di parto, dunque l’amore è per la donna ciò che la guerra è per l’uomo: la più mortale delle esperienze.
Solo gli stolti si dedicano alla guerra, o all’amore.
E’ meglio che tu faccia attenzione”.

Mary, strega di Salem

Foto trovata in rete

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