[20.11.69♥20.11.16]Un promemoria per me[Passa il tempo sopra il tempo]

20-11-69

I pensieri di Zo

I pensieri di Zo sono raggi di sole
che irradiano tutta la stanza,
sono stimoli nuovi, vestiti per terra,
un dito di polvere vecchia,
la freschezza vitale di ogni risveglio indeciso,
sono il tempo che scrive i suoi fatti
sul suo dolce viso.
I pensieri di Zo sono come la neve
e si sciolgono con l’incertezza,
sono gli anni passati aspettando qualcosa
che porti via questa tristezza,
sono un film di altri tempi
che mille altre volte vedrà,
sono tutte le cose che avrebbe voluto e non ha.
Cammina, cammina, cammina, cammina da sola
e ascolta il rumore dei passi di una vita nuova,
sorride distratta pensando che il tempo le vola…
domenica è già
I pensieri di Zo colori passati
che appaiono appena è mattina,
sono luci che ha acceso ma senza volerlo,
soltanto perchè era bambina,
quella voglia di dire quello che gli altri
non riescono a dire,
sono un senso contrario
che a volte non riesci a capire.
Cammina, cammina, cammina, cammina da sola,
trattiene un grido di vita tra il mondo e la gola,
beato chi sa cosa lascia e non sa cosa trova,
beato chi sa… che poi troverà.
Ma che belle le sere d’estate
un po’ prima di uscire,
quando senti che esisti davvero
e non ti sai più gestire.
Cammina, cammina, cammina, cammina da sola
e ascolta il rumore dei passi di una vita nuova.
Cammina cammina cammina cammina da sola.
E io aspetto qua,
e io aspetto qua,
e io aspetto qua.

(Compositore: Fabrizio Moro – Produzione: Carlo Di Francesco / da Combattente – Fiorella Mannoia)

Ascoltando: Pane e Castagne di Francesco De Gregori

Solo musica, oggi… oggi è il regalo che mi faccio: musica e aprire nuovamente questa finestra per sedermi in silenzio e  ripercorrere il tempo in cui son stata qui… perchè qui mi son sempre fermata a sorridere di questo giorno e, in sordina, ci sono anche quest’anno, quasi di nascosto, senza clamori e nel silenzio troppo pesante di questa notte, forse domani già sarò vento lontano… ma stanotte sto bene così…

… a camminare da sola momenti che non tornano, a guardarmi cambiata, cresciuta, diversa, eppure profondamente e irrimediabilmente me stessa… e va bene così, perchè nel mio modo di essere ingarbugliato qualche anima so di averla toccata ed è il dono più bello…

[… io ti seguirò, nell’abisso più profondo
e piangeremo insieme, lacrime di luna
e poi risaliremo, abbracciate alla fortuna di essere vicine
e oltre ogni confine, riprenderemo il volo tenendoci per mano,
senza sfiorare il suolo
e accarezzerò sì la tua anima di neve
e resterò con te, perché il ritorno ti sia lieve…]
Grazie a te per queste parole rubate ad una canzone.
Grazie a te per il tuo dono inaspettato.
Grazie a te per in caos che sai farmi dentro.
Grazie pure a te che anche stanotte manchi…

buon-compleanno

Auguri a me!

… e ancora Play

Buon Anno, benvenuto 2016

speranza (2)

“Puoi avere difetti, essere ansioso e vivere qualche volta irritato, ma non dimenticare che la tua vita è la più grande azienda al mondo. Solo tu puoi impedirle che vada in declino. In molti ti apprezzano, ti ammirano e ti amano. Mi piacerebbe che ricordassi che essere felice, non è avere un cielo senza tempeste, una strada senza incidenti stradali, lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni.
Essere felici è trovare forza nel perdono, speranza nelle battaglie, sicurezza sul palcoscenico della paura, amore nei disaccordi.
Essere felici non è solo apprezzare il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza. Non è solo celebrare i successi, ma apprendere lezioni dai fallimenti. Non è solo sentirsi allegri con gli applausi, ma essere allegri nell’anonimato. Essere felici è riconoscere che vale la pena vivere la vita, nonostante tutte le sfide, incomprensioni e periodi di crisi. Essere felici non è una fatalità del destino, ma una conquista per coloro che sono in grado viaggiare dentro il proprio essere.
Essere felici è smettere di sentirsi vittima dei problemi e diventare attore della propria storia. È attraversare deserti fuori di sé, ma essere in grado di trovare un’oasi nei recessi della nostra anima.
È ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita. Essere felici non è avere paura dei propri sentimenti.
È saper parlare di sé.
È aver coraggio per ascoltare un “No”.
È sentirsi sicuri nel ricevere una critica, anche se ingiusta.
È baciare i figli, coccolare i genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche se ci feriscono.
Essere felici è lasciar vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice.
È aver la maturità per poter dire: “Mi sono sbagliato”.
È avere il coraggio di dire: “Perdonami”.
È avere la sensibilità per esprimere: “Ho bisogno di te”.
È avere la capacità di dire: “Ti amo”.
Che la tua vita diventi un giardino di opportunità per essere felice.
Che nelle tue primavere sii amante della gioia.
Che nei tuoi inverni sii amico della saggezza.
E che quando sbagli strada, inizi tutto da capo.
Poiché così sarai più appassionato per la vita.
E scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta.
Ma usare le lacrime per irrigare la tolleranza.
Utilizzare le perdite per affinare la pazienza.
Utilizzare gli errori per scolpire la serenità.
Utilizzare il dolore per lapidare il piacere.
Utilizzare gli ostacoli per aprire le finestre dell’intelligenza.
Non mollare mai.
Non rinunciare mai alle persone che ami.
Non rinunciare mai alla felicità, poiché la vita è uno spettacolo incredibile!”

Papa Francesco

speranza (1)

Per dirvi BUON NATALE… a modo mio!

natale post 1

Lascio un augurio in stereofonia, che è valido sia per gli amici di facebook che per gli amici incontrati nel mio percorso da blogger, sono auguri semplici e penso che possano abbracciare ogni persona che li senta suoi, o che MI senta vicina; è quello che auguro anche a me e alle persone che mi sono accanto e che amo, agli amici vicini ed a quelli un po’ più lontani, ma solo per distanza fisica. Gli stessi auguri che farei ad una persona incontrata per caso per strada, al venditore ambulante africano, al rom all’uscita del supermercato, o a qualsiasi essere umano.
Auguro un vero Natale, una nascita di qualcosa di nuovo e bello, la riscoperta nel profondo di quello che ognuno di noi è. Mi auspico che ogni desiderio e sogno possa avere almeno una speranza di realizzarsi e che ognuno di noi possa avere la forza di lottare per realizzarlo. Vorrei tanto che ci riscoprissimo più uniti e simili, non solo a Natale. Non tollero il pensiero che nel 2015 ci siano ancora discriminazioni etniche, culturali e religiose, non comprendo come non si riesca a comprendere che ogni etnia, cultura o religione è solo un’etichetta che nasconde esseri umani, individui singoli che possono essere predisposti e votati al bene o al male; non comprendo come non ci si renda ancora conto che il bene non brillerebbe così intensamente se, ohimè, non ci fosse il male e che tutto ciò è sempre esistito, ma è importante non avvilirsi e lasciarsi scoraggiare dalle brutture del mondo. Il male fa rumore, il bene agisce e si muove in silenzio e noi, purtroppo, siamo abituati ad ascoltare i rumori e abbiamo perso la sensibilità alla voce muta del silenzio. Ci sono parole come Pace, Fratellanza, Umanità, Condivisione, Rispetto, Umiltà, che mi piacerebbe diventassero per ogni anima un mantra quotidiano.
Mi piacerebbe che riscoprissimo il valore e il senso profondo di ognuna di queste paroline, mi piacerebbe trovare consapevolezza del fatto che la Pace incomincia da noi, nel trovarla in noi stessi, nel renderla manifesta nelle nostre azioni.
Siamo noi che facciamo la differenza, noi che decidiamo, noi che pensiamo, noi che facciamo grandi cose e siamo sempre noi che possiamo scegliere strade sbagliate. Io CREDO che nella vita di ognuno, prima o poi, ci sarà l’incontro con quella Luce, che ognuno può chiamare come crede, ma che lo aiuterà ad illuminare il suo cammino. Penso ci sia un’oggettività di problematiche che le persone possono incontrare nella vita, ma non penso che le soggettività siano trascurabili realtà… e il rispetto nasce da questo minuscolo concetto… tutti portiamo il nostro fardello di pene, tutte meritevoli di ascolto e rispetto e non vi dovrebbe essere una bilancia a stabilire quale sia la pena più pesante. Pensiamo solo che ci sono persone che stanno per morire in letti di ospedali e lo stanno facendo col sorriso e altre che per una problema ritenuto oggettivamente minore, vive l’inferno in vita. Se riuscissimo a guardarci con umanità tutto sarebbe più semplice e se, con profonda umiltà, ci ricordassimo che non siamo eterni su questa terra, allora penso che ci muoveremmo con meno arroganza e ci prodigheremmo per lasciare un bel segno di noi… un tracciato fiorito e luminoso che dia il senso del nostro breve passaggio a questo mondo.
Siamo un po’ come la natura, come le stagioni che scorrono in modo perpetuo, dovremmo rispettare queste elementari leggi: c’è il tempo per seminare, quello per raccogliere; il tempo in cui ci si deve accontentare di quel che si ha, sognando e lavorando per quello che sarà; c’è un tempo per riposarsi dalle fatiche; c’è un tempo per nascere e uno per morire ma in mezzo c’è il senso del viaggio.
Natale, per chi crede, è la festa della nascita della Luce, del Tutto fattosi uomo, carne e sangue… io che sono strana e conflittuale per quanto concerne la religione penso solo alla bellezza della natività e la rivedo in ogni famiglia… non solo quelle legate dal sangue, perchè famiglia per me è qualsiasi nucleo e insieme di persone che si vuole bene, anche un singolo può essere famiglia di se stesso, e poi nessuno è mai solo come crede o sente di essere quando vive lo sconforto.

… OHANA significa famiglia,
famiglia significa che nessuno
viene abbandonato o dimenticato …

Mi accorgo che non sono auguri convenzionali, forse è solo una grande riflessione, un mio sogno di comunione, una delle mie utopie di donna, una donna che vive tanto con i piedi ben piantati per terra, quanto con il cuore sulle nuvole e l’anima sparpagliata nel Vento. Vorrei con tutto il cuore che in mezzo alla confusione di questi tempi, alla distorsione delle situazione e degli eventi, in mezzo ad una società che ci deforma le vite, che ci confonde gli occhi e le sagome di chi ci passa accanto, riuscissimo TUTTI ad uscire allo scoperto, rischiando… perchè ci vuol coraggio per vivere come se ci fosse sempre il sole caldo anche d’inverno.
Ma se ci accorgessimo che invece è proprio così? Se il coraggio di ESSERE, che è il primo verbo che ci hanno insegnato a scuola, ci scaldasse la vita di un SOLE speciale, se esistesse davvero, nel cuore, l’eterna estate? Che poi anche in estate piove, ma fa caldo e torna presto il sole… sorprendendoci con un meraviglioso arcobaleno.
In questa notte di pioggia, sento l’arrivo della Buona Luce; in questa notte di pioggia vi stringo in un abbraccio sentito e forte e vi auguro di rimanere abbracciati e crederci ancora, sperare e vivere come il nostro cuore ci suggerisce… desidero per Voi tutti di festeggiare e ritrovare i Vostri “natali” nel giorno che credete migliore per Voi, ma vi vorrei tutti nati sotto il segno dell’Amore.

Natale post 2

Con tutto il mio sentimento…

♥ Laura ♥

PS: Ho problemi di connessione essendo passata ad un altro gestore di telefonia e non riesco a passare dai vostri blog come mia consuetudine a causa di un problema sulla linea, spero di essere perdonata e, con questo scritto, di raggiungere tutti quanti lo stesso ♥

Ascoltando in cuffie: TheRickymh – Sweet Love (feat. MiiFlora)

Non serve far rumore per cambiare il mondo.
Guarda la neve.
Cit.

Sienda (Tesoro)

qdl

Quando le parole si smarriscono sulla strada e perdono forma
resta asfalto di zucchero nero, echi lontani, ricordi e…

…sola musica…

Ascoltando Sienda di Andrea Parodi – Elena Leda

Tesoro

Quando questa notte finirà
E il sole ancora risplenderà
Io sarò qui a pensarti…
…dove…

Ti sei nascosto, gioia mia
Ti sei arreso, amore mio
E io son qui che penso a te
Dove… dove sarà il mio amore?

Ti sei nascosto, amore mio
Ti sei arreso, stella mia
Ora io sto pensando a te

Nella tristezza, io sono qui
Nel dolore, io sono qui
Sarà meglio insieme a te
Dove…
Nella tristezza, io sono qui

Dove stai andando, anima mia
Sono sotto il sole o nell’ombra
A innalzare dolci melodie

Ti sei nascosto, amore mio
Ti sei arreso, stella mia
Ora io sto pensando a te
Nella tristezza, io sono qui

25 Novembre: Giornata mondiale contro la violenza sulle donne – IN NOME DI OGNI DONNA –

25 nov

Parole non ne voglio avere, voglio solo esserci in questo giorno, partecipare.
In fondo parole se ne potrebbero trovare tante, ma sempre più spesso mi accorgo che i dolori più grandi li conservo nel silenzio più nobile, non quello omertoso, quello che io definisco rispettoso per chi ha subito o subisce violenza di ogni tipo… per tutte le donne, perchè tutte noi in qualche modo abbiamo subito qualcosa che ha offeso la nostra dignità, poichè la violenza si dispiega come un ventaglio che tocca la pelle sino ad arrivare all’anima.
Lascio una canzone, perchè la musica, almeno per me, è quel brivido, quel grido, che raggiunge per primo il centro del cuore e lo scuote in un palpito che, in questo senso, racconta di rabbia e mai di perdono.
Perchè certe cose, nel profondo, non si perdoneranno mai.

£aura

La canzone è parte integrante del post: In nome di ogni donna – Mariella Nava

Ascoltatela in NOME DI OGNI DONNA che ancora ha vita e ancora vita vorrà…

20/11/1969… e strada facendo sono 46!

compleanno

Perchè quando si tratta di me ho ben poco da dirmi e da dire.
Prendo un pastello, coloro di rosso la casellina di un giorno sul calendario e continuo la mia strada.

Laura

tramonto

Ascoltando e cantandomi: Strada facendo versione L. Pausini, pur preferendo l’originale di Baglioni.

io ed i miei occhi scuri siamo diventati grandi
insieme
con l’anima smaniosa a chiedere di un posto che
non c’è
tra mille mattini freschi di biciclette
mille più tramonti dietro i fili del tram
ed una fame di sorrisi e braccia intorno a me
io e i miei cassetti di ricordi e di indirizzi che ho
perduto
ho visto visi e voci di chi ho amato prima o poi
andar via
e ho respirato un mare sconosciuto nelle ore
larghe e vuote di un’estate di città
accanto alla mia ombra nuda di malinconia
io e le mie tante sere chiuse come chiudere un
ombrello
col viso sopra al petto a leggermi i dolori ed i miei
guai
ho camminato quelle vie che curvano seguendo il
VENTO
e dentro a un senso di inutilità…
e fragile e violenta mi son detta tu vedrai vedrai
vedrai
strada facendo vedrai
che non sei più da sola
strada facendo troverai
un gancio in mezzo al cielo
e sentirai la strada far battere il tuo cuore
vedrai più amore, vedrai
io troppo piccola tra tutta questa gente che c’è al
mondo
io che ho sognato sopra un treno che non è partito
mai
e ho corso in mezzo ai prati bianchi di luna
per strappare ancora un giorno alla mia ingenuità
e giovane e violenta mi son detta tu vedrai vedrai
vedrai
strada facendo vedrai
che non sei più da sola
strada facendo troverai
anche tu un gancio in mezzo al cielo
e sentirai la strada far battere il tuo cuore
vedrai più amore vedrai
e una canzone neanche questa potrà mai cambiar
la vita
ma che cos’è che ci fa andare avanti e dire che
non è finita?
cos’è che ci spezza il cuore tra canzoni e amore
che ci fa cantare e amare sempre più?
perché domani sia migliore, perché domani… tu

Una lettera verso il cielo

violette

Eri già andata via per sempre quando, trafelata, sono arrivata a salutarti, non mi hai aspettata, non hai aspettato nessuno a dire il vero; eravamo tutti vicini, ce lo aspettavamo che ci lasciassi, ma tu hai atteso il momento in cui nessuno poteva stringerti la mano e accompagnarti sino alla soglia di quel mondo a noi sconosciuto in cui adesso vivi, hai fatto a modo tuo. Non avevo dubbi, sai! Lo sapevo, a te gli addii non son mai piaciuti, come non ti piaceva leggere la parola “fine” nelle favole che mi leggevi quando ero piccola. Mi sono avvicinata al tuo letto e mi è parso che dormissi, un velo di serenità aveva disteso il tuo viso e scacciato la sofferenza che lo aveva segnato negli ultimi giorni, quando ormai non mangiavi e neppure bevevi più. Chissà se ti sei accorta che ero io ad appoggiarti sulle labbra bricioline di cioccolato al latte, speravo che, sciogliendosi, ti potessero bastare per fare quell’ultimo breve percorso, speravo ti potessero addolcire il viaggio. Ti è sempre piaciuto il cioccolato e il medico te lo aveva vietato, ma, a pochi giorni dal lasciarci, ho pensato che i divieti sarebbero dovuti saltare, e tutto ti fosse concesso… come le volte in cui, di nascosto, concedevi a me di trasgredire alcune regole. Era il nostro segreto. E’ il nostro segreto, anche se lo scrivo qui, ma qui è un satellite del mio cuore, un luogo dove ripongo quello che non voglio venga smarrito: le cose importanti…  come sei Tu.

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Quel giorno siamo rimaste sole nella stanza e mi hai fatto il tuo ultimo dono, son certa che c’era anche il nonno lì con noi. Ti ho accarezzato il viso col timore di farti male, con le dita che mi tremavano e il cuore… il cuore? non ricordo se batteva o come lo facesse, se lo avevo al solito posto, non lo ricordo proprio, a volte, cara nonna, le cose penso che si rimuovano per non morirci annegati dentro. Non me ne volere se certe cose non le ricordo più… avrei voluto non perdere un secondo con te, anche se ormai tu non eri più lì; ho conservato quello che ho potuto, le lacrime in primis, se le avessi fatte spiovere dagli occhi, con loro, avrei perso il dolore e quel dolore che provavo lo volevo stringere tutto, perchè era per Te… ed era sempre troppo poco, tutta la sofferenza del mondo sarebbe stata troppo poca per Te, per non averti più con me.
Vorrei dirti che mi sono accorta che ci somigliamo tanto, nel carattere, nei silenzi, nel profondo del cuore e persino nelle piccole manie, nei modi di fare… vorrei dirti tante cose e chiederti tanti consigli perchè so che solo tu risponderesti alle mie domande nel modo giusto e ora che non ci sei certe domande non so più a chi farle, le ho messe tutte in un sacchettino, vicino al tuo ricordo ed al profumo delle violette che ti ho posto fra le mani giunte e prive di vita, le ultime che ho raccolto da quel giorno. Sono sicura che quando ci ritroveremo raccoglieremo violette assieme, perchè dove sei ci sono le viole, vero? …il mio sacchettino sarà pieno di cose da chiederti e tu, uno ad uno,  scioglierai in una risposta saggia ogni mio interrogativo e dolce come una briciola di cioccolato al latte sarà il nostro abbraccio d’anime.
Sei andata via, ma ti sento sempre con me, a volte m’intristisco perchè mi mancano le tue carezze, ma dura poco… perchè ti sento dentro, forse perchè sei riuscita a riempire il futuro in cui non saresti stata presente con la tua unicità, la tua forza, la tua dolcezza, la tua allegria… il tuo modo pacato di essere te stessa, mai scomposta, sempre equilibrata in ogni tuo comportamento, magari non perfetta, ma mai alla ricerca di approvazione o compromessi… e in questo devo ancora imparate tanto da te, io che sono impulsiva e ribelle, io che non so dominare la rabbia; ti prometto che mi ci metto d’impegno e incomincio a far la brava, sarebbe anche l’ora, vero? Però un po’ matta come te lo sono anche io, questo è un fatto… e adesso sono convinta che questa lettera la stai leggendo, a te piaceva tanto leggere, lo ricordo bene e per leggermi son certa che ti connetti in qualche modo a me, magari con il wi-fi del paradiso.
Ciao nonna, anche quest’anno non sono venuta a trovarti al cimitero, avevo deciso di sì, giuro! Poi, all’ultimo minuto, non ce l’ho fatta, ho preferito scriverti una lettera. Salutami il nonno e gli zii, i cugini e mia suocera… chissà cosa fate tutti insieme, chissà di quanta meravigliosa Luce risplendono le vostre Anime. Ciao nunnin, ti voglio bene, ma lo sai… te lo ripeto ogni giorno da 19 anni.
Restami accanto come sempre hai fatto, ora più che mai ho bisogno di sentirti.

… tua Laurina

luce-anima-

« Alla morte di una persona cara, parente o amico, è naturale sentire il bisogno di rimanere attaccati ai ricordi: oggetti, lettere, fotografie. Ma ciò non è sufficiente per conservare la sua presenza. Perché la presenza di un essere non è insita negli oggetti, ma è nel suo spirito. E finché si rimane lì a girare intorno a qualche oggetto o a guardare fotografie, non si tratta di spirito, ma di materia.

Anche andare in raccoglimento su una tomba è naturale, ma ciò che si trova nella tomba è il corpo, non lo spirito. Lo spirito ha bisogno di libertà, e fa degli sforzi per liberarsi dal corpo e viaggiare nell’immensità, che è la sua vera patria. Se si soffre e si piange su una tomba, come se la persona che si trova lì, adagiata nella bara, dovesse restarci per l’eternità, si limita e si disturba il suo spirito che desidera soltanto liberarsi. Non si ritrova un essere caro piangendolo. Se volete veramente trovarlo, sforzatevi di andare a cercarlo là dove si trova, molto lontano e molto in alto nella luce. »

– Omraam Mikhaël Aïvanhov –

Ascoltando Equal Stones & Endless Melancholy – Disappear in Light