20 Luglio 1969

Luna-1969

Il 20 luglio 1969 l’uomo sbarcò sulla Luna, ed io ero nella pancia di mia mamma; esattamente 4 mesi dopo decisi di nascere e di prenderne atto… per dire che sono sempre in ritardo rispetto agli eventi importanti, me ne rendo conto dopo, prendo tempo, ci credo poco, diffido anche di fronte all’evidenza.
Sto un passo indietro rispetto a tutto il resto… e le cose, viste di spalle, le vedi diverse e ti rendono diversa… spero sempre di incontrare anime che restino indietro come me, come quei vecchi orologi a corda che basta ricaricarli e funzionano comunque e sempre… che poi il tempo corre lo stesso, basta farlo ripartire… e anche se non lo ricarichi con la corda va lo stesso, da solo… che importa se non è allineato al tempo degli altri?
… che importa se si camminano strade già battute? cambiano i passi e sono quelli che ridisegnano il percorso. Che importa se le storie si ripetono sempre uguali, quello che conta è che tutte le volte ci speri che la tua sia diversa e forse, nel cuore, nel suo fondo, questa convinzione ce l’avrai sempre, nonostante tutto. Perchè a chi resta indietro, di certo, non gli importa di avere la possibilità di andare sulla Luna, gli basta guardarla dal basso e sapere che ci si possa andare. Son nata in ritardo rispetto alle logiche di questo mondo e forse questo tempo avanzato per me, tempo in cui ho elaborato cose strane inside me, mi ha resa una specie di spazzino: una raccoglitrice di cose smarrite, dimenticate, perdute. Un rigattiere. La donna delle cose inutili e disperse, la scatola del chicercatrova o molto più semplicemente un esercizio fallimentare con tanto di cartello sulla saracinesca.
Cedesi per stanchezza e fallimento”.
La donna delle cause perse e dei sogni interrotti… e giuro che tutto questo non mi dispiace se poi la puntualità porta in luoghi che, visti da dietro, mi fanno rabbrividire. So  che si può star bene anche restando fuori dal coro… anche rimanendo senza voce, come adesso, si può vivere…  non fate caso se scrivo o se parlo, si deve pure far qualcosa mentre il cuore ha perso le parole, ci si distrae anche scrivendo su di un blog, anche parlando con le persone che incontri, di tutte quelle cose che non ti importano affatto… ma che occupano uno spazio tale da riempire le ore di veglia che un giorno dispone. Poi la notte guardi la Luna, come questa, piena, quella di queste notti, e smetti la maschera, la poggi sul letto e ti concedi al tuo ritardo.

Qui e Ora, 20 Luglio 2016

Laura

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13 pensieri su “20 Luglio 1969

  1. Ognuno c’è a suo modo….chi può dire quale sia quello giusto? L’importante è esserci quando si ha voglia di farlo e se si ha voglia di farlo, non ci sono ne vincoli ne scadenze…..questo è il nostro luogo!
    Buona serata :)

  2. Restare indietro rispetto agli altri non è un problema, si arriva comunque e anche belli riposati. L’importante è non correre e affannarsi solo per gli altri, tanto non capirebbero comunque perchè quando le lunghezze d’onda sono diverse ogni salto diventa troppo faticoso e innaturale. Meglio la visione di spalle. La voce, compresa quella del cuore, non si perde mai; può decidere di stare in silenzio quando si rende conto che non ne vale la pena, ma sarà pronta a cantare quando lo deciderà.
    Dai, stasera si canta alla luna! :-)

  3. Ah, amica di letture spesso condivise, sto per iniziare La sposa giovane di Baricco. Che mi dici in proposito? Mi pare tu lo abbia letto.A cosa devo prepararmi stavolta con quel genio e birichino di scrittore? Dopo 3 volte all’alba dovrei essere pronta a tutto…

  4. L’importante è prendersi il proprio tempo. Impossessarsene, sentirlo proprio, tagliato su misura su di noi e sulle nostre esigenze, i nostri bisogni. Un tempo lento? Perché no. Per quale motivo dovremmo sempre correre? Forse perché la vita sfugge? Sfugge comunque. Forse perché tutti gli altri corrono? Dovremmo forse correre anche noi, allineandoci a degli (spesso) insensati bisogni collettivi?
    Sono troppo polemico questa sera…forse è la stanchezza. Sorry…. ‘Notte . x

  5. Ciao Laura, pensa che, almeno io, oggi non ne ho sentito parlare, ma quel giorno così importante è passato quasi inosservato: oggi il mondo non si stupisce più di fronte a nulla e da rilievo alla distruzione: non interessa più la magia delle cose.
    Io sono del 1954 e nel 69 ricordo benissimo quei passi lenti, irreali su quel suolo.
    Continuo comunque sempre a chiedermi: perchè, a cosa è servito andare sulla luna, perchè cercare sempre altri posti dove, eventualmente andare a vivere quando si sta distruggendo il mondo in cui viviamo? Non centra probabilmente con quello che hai scritto tu ma non credo tu sia in ritardo su niente e nessuno. Tu vivi la tua vita, segui i tuoi ritmi, saranno anche “in ritardo” ma hai certamente più tempo degli altri per soffermarti sulle cose, per apprezzarle e per scegliere. Io non corro, poi correre per arrivare prima dove? preferisco andare piano e seguire il ritmo del mio cuore che rimane sempre e comunque quello giusto per me <3.

  6. vedi di quanto sono più vecchia? Quella sera avevo quasi 11 anni e guardai l’allunaggio al bar del paese, quello della mia nonna, delle mie vacanze, nell’unico bar che era pieno di gente, stracolmo direi….ed io uscìì fuori, la luna era quasi piena e si vedeva benissimo….e le feci ciao con la mano. Non era quella della TV, era la LUNA,
    …e tu non sei indietro rispetto a nulla, credimi.non sei in ritardo. rispetto a cosa, poi?
    Tu segui il tuo ritmo, il battito del tuo cuore e ……vivaddio, che c’è chi non corre, chi non sente il bisogno di farlo, chi fa una cosa alla volta…che correre non è un valore in più.
    un abbraccio
    Emanuela

  7. Sei proprio speciale Laura…. non sei mai indietro, sei sempre nel tuo passo e nel tuo pensiero…
    La mia emozione di quella incredibile notte in cui l’uomo mise il piede sulla Luna, così forte da farmi quasi male al cuore – non è diversa dalle tue emozioni e forse sapersi emozionare per una farfalla che fa un riposino sul fiore del balcone porta al mondo lo stesso carico di bellezza di quell’evento…. <3

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