Quando una donna…

Donna d'autunno

Quando una donna è stanca ha girato la clessidra e ha deciso di riprendersi il suo tempo, dandosi del tempo; quando una donna è stanca la vedi svuotata, disillusa, delusa. Si è accorta che la sua strada è vuota, che in quella percorsa non c’è nessuno, non c’è mai stato nessuno. Quando una donna è stanca di tutto te ne accorgi subito, non la vedi più con quell’armatura che indossava ogni giorno: quella del sorriso, della spensieratezza, della felicità… non la vedi più riempire i vuoti degli altri, senza mai riempire i suoi… non la vedi più vivere a cento all’ora, non la vedi più accettare la quotidianità, non è più un trofeo, da alzare e conquistare. E’ proprio quando una donna è stanca che decide di cominciare a camminare da sola, di guardare la realtà ed indossarsela sulla pelle, e se gli racconti una favola, ormai fatica molto a crederti.
Donne apparentemente così rassegnate le vedi, invece, rinascere ogni giorno più forti… senza più donarsi al prossimo di turno, senza più avere la voglia disperata di trovare emozioni in altre persone. Qualcuno ha ucciso quelle donne e le favole che stavano dentro di loro, qualcuno le ha viste sorridere e il sorriso glielo ha tolto, qualcuno le ha viste donarsi e l’ha tradite, e adesso che sono senza più quell’armatura che le rendeva forti, felici e spensierate, le ha lasciate lì, egoista più che mai, senza neppure troppe spiegazioni, quel tanto che basta da farle tremare, da far credere loro di non sapere più essere all’altezza di amare o di sognare, quando invece, ancor prima che quel qualcuno esistesse nella loro vita, erano già Sogni d’Amore.
Quando una donna diventa stanca, ha deciso di girare la clessidra, di riempire il suo tempo… e di lasciare il mondo, così com’è e per quel che sa dare, agli altri, senza più credere che ci possa essere altro per lei in questo mondo così diverso dalla sua intima natura, dal suo mondo antico. Ha deciso di essere donna, mettendo da parte i sogni, le speranze… riconosciute come illusioni, ha deciso di difendere la sua dignità, di non farsi più del male, di essere se stessa; ha deciso di chiamarsi per nome, di riprendersi, di Amare ancora infinitamente, ma solo ciò che ha messo al mondo.
Silenziosa, asciugata dalla vita, è diventata come una foglia d’autunno, si è staccata dal suo albero e ha deciso di non amare più nessuno, di farsi trascinare dal vento, senza più la voglia di costruirsi un destino, perchè ha capito che il destino non lo può truccare. Perchè si può essere donna senza essere moglie, si può essere donna rimanendo mamma, si può essere donna senza essere di qualcuno. Si può essere semplicemente donna, innamorata della vita e dell’amore, senza che esso abbia un nome e un cognome. Si può essere distrutta dentro, ma decisamente e felicemente Donna.

(Pescato in rete su: blog.pianetadonna.it … rivisto e corretto da me)

Foglie al Vento

… perchè nel MIO mondo l’Amore esiste… ed io nel mio mondo torno…

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21 pensieri su “Quando una donna…

  1. Un bellissimo inno alla vita, seppur nasconde tra le varie righe disillusione ed un velo di tristezza! Ma c’è anche rinascita, e perchè no, amore, almeno verso se stessi se non verso il prossimo!
    Vai Fenice, vola!

  2. Tutte finte le donne che attraversano le nostre città? Tutte coperte da un’armatura?
    L’ho penso spesso, l’ho provato sulla mia pelle salvo poi ricredermi in modo inaspettato. C’è una grande contraddizione in quello che hai scritto o riscritto: la donna foglia staccata, svuotata, che non finge più è più forte e felice oppure è solo un essere che il vento trasporta dove vuole? La donna liberata da “obblighi ” di ruolo è veramente liberata, ha una maggiore dignità? Dove può andare se il destino non si può truccare? Che senso ha come persona e come donna fuori dalle sue possibilità di intervento esistenziale?
    Girare la clessidra, riappropriarsi del proprio tempo, ha un senso comunque credimi anche per chi vi sta accanto e lotta con una solitudine più subdola perchè meno descritta e socialmente meno appariscente.
    Il giorno in cui un uomo decide che sulla sua strada non c’è nessuno e mai ce ne sarà quel giorno in genere compare per caso una donna. Senza armatura. Ma dura poco.

    • Forse dovresti essere donna per comprendere, e soprattutto provare a capire che il racconto non è un trattato ma uno scritto a scadenza che andrebbe contestualizzato ad un momento di vita di una donna, non è l’esposizione di un concetto filosofico… ma “l’attimo in cui”. La contraddizione doveva essere evidente… non l’hai scoperta come un bug del sistema :)
      Nessun essere umano conosce/ o può truccare il destino… già questo ti dovrebbe raccontare che ciò che s’impone questa donna è vano,sia in un senso che nell’altro. Un fatto è che prima di imparare o re.imparare l’amore sia una donna che un uomo deve attraversarsi in largo ed in lungo e comprendere che amare in primis se stessi è il primo passo per amare in modo sano sia l’unità che la globalità delle persone…e il vento non maltratta mai le foglie che si staccano dall’albero ma gli fa fare sempre dei giri enormi, delle piroette, dei percorsi che da attaccare all’albero mai avrebbero fatto… Poi le abbandona a terra… pronte a terminare il proprio ciclo… consapevoli d’essere fragili e forti foglie.
      Poi magari domani se mi gira scrivo lo step successivo di questo racconto… Tutto è mutevole, figuriamoci se non lo possono essere i disegni degli stati d’animo!!! :) per la cronaca: sulla lavagna non ho mai messo nei cattivi tutti i maschietti e nei bravi le femminucce… neppure ai tempi delle elementari.

      • Laura sai che sono una persona franca e non vorrei diventare scostante ma alcune cose devo dirtele-
        La discordanza logica che io ho letto nel tuo post credo derivi dal fatto, da te chiaramente indicato, che hai ripreso e corretto un articolo non tuo. Le contraddizioni che secondo me sono evidenti nell’assemblaggio del testo non possono essere giustificate da step by step: ci sono passi che una volta fatti non possono essere corretti purtroppo.
        A me piace molto di più come post la tua risposta, essa ha un nerbo e una consecutio logica tua evidente e non mutuata da nient’altro che dalla tua testa. Ovviamente sono arogantemente convinto che per poter capire un testo non ho bisogno di cambiare sesso e vale per entrambi. Ciao

      • Devo anche aggiungere che quando leggo un commento come quello di Niphus che tu hai “tranquillamente” pubblicato mi confermo nell’idea che la blogosfera è troppo bassa di livello per essere presa sul serio.
        Piperimenta, Silvia, Affy, 65Luna…io stesso achi tocca il premio per il commento più stronzo? Escluso Niphus naturalmente.

      • Enzo caro, forse invece tu non sai che anche io sono una persona franca e anche piuttosto antipatica se il caso lo richiede. Premesso che su questo blog o cito testi altrui o scrivo di mio pugno, questa volta ho voluto fare questo esperimento con un testo non mio e il suo risultato da voce alla perfezione ad uno stato d’animo momentaneo di una donna che è stata privata dei suoi sogni, del suo sorriso, ecc ecc. E’ lo sfogo postumo ad una scelta di vita e lo step by step è più che giustificato, perchè la vita poi ti cambia il cuore e lo sagoma giorno dopo giorno. “Ci sono passi che una volta fatti non possono essere corretti purtroppo”… rileggendo il tuo commento precedente forse ti riferisci agli “obblighi di ruolo” o alle possibilità di intervento esistenziale fuori portata della donna. Se fosse così, ribadisco che forse dovresti essere donna per capire…e non mi riferivo ad un post sciocco trovato on line come il mio, ma per capire le emozioni di una donna stanca di una situazione che le ha logorato l’anima e il fisico. Parlo di donne in quanto tale, ma potrei scrivere anche della sofferenza maschile, basterebbe spostassi in mio punto di osservazione. Quando parlo di armatura non intendo la stessa come sinonimo di finzione, un’armatura a volte ti dona forza e stabilità, infatti parlo di sorrisi, di felicità e di spensieratezza. Ad ogni modo liberarsi la vita dalle zavorre e aprirsi a nuove possibilità individualiste penso che giovi sempre e in ultima analisi, pur accettando la tua critica, trovo il risultato della mia elaborazione scritta esattamente come lo desideravo e senza grinze, non mi metterò certo a stirarlo per compiacere un lettore deluso, a maggior ragione se questo si arroga il diritto di definire troppo basso il livello della blogsfera. Si ho tranquillamente pubblicato il commento di Niphus per il semplice fatto che la mia moderazione non esiste se non al primo commento, credo nella libertà di espressione e pensiero visto che siamo in democrazia e comunque nessuno si è sentito toccato dal suo commento eccetto tu, una ragione ci sarà? non lo so! Non mi pare che Niphus abbia fatto il nome di nessuno e comunque, essendo maggiorenne, è responsabile delle proprie affermazioni che per altro penso sappia motivare senza la mia intercessione. In ultimo ti ricordo che io non sono una donna che inchioda le persone alla forma espressiva, sai meglio di me che si può ferire una persona dicendole stronzo, ma ancora di più usando un intercalare di concetti ben elaborati e grammaticalmente corretti, esposti nella migliore delle forme, ma che come sintesi hanno il medesimo significato, ossia sminuire l’altrui persona o l’operato della stessa. Spero di essere stata abbastanza esaustiva e mi spiace se non hai apprezzato il mio post, chiediti però come mai altre blogger donne, e anche uomini, lo hanno compreso alla perfezione. Forse il tuo livello è davvero troppo alto per frequentare il mio spazio di basso livello, dove ospito e lascio serenamente pubblicare persone amiche “di basso livello”, ma che hanno la capacità di andare oltre alle parole che leggono….forse qualcuno ha compreso, contestualizzato e si è reso conto, leggendomi spesso, che non sono una cinica e neppure una disfattista. Il post nasce anche per esprimere un mio pensiero, ossia che l’amore è molto più di un rapporto a due, che dopo una certa età e una serie di accadimenti più o meno fortunati nella vita, l’amore lo si avverte sotto molte forme e che la libertà d’amare l’amore e la vita, in sintesi, è il traguardo finale.Almeno per me… e questo tengo a sottolinearlo. Questo non esclude un futuro di coppia, ma non lo vede più come una necessità/ priorità per sfiorare la felicità.
        Ciao Enzo. Serena giornata.

      • In ogni caso il io commento ti ha permesso di scrivere a mio parere il vero post e di essere molto chiara. Secondo te qualcuno ti ha chiesto di cambiare qualcosa nel tuo post per comodo proprio? A me non risulta.
        I discorsi sulla coppia, sulle varie forme di amore etc etc non mi permetto di contestarli ma gli insulti verso chi commenta civilmente pur dissentendo dall’opinione dell’autrice non li ingoio, almeno per ciò che riguarda la mai frazione di intervento. Se gli altri ingoiano o glissano fatti loro, se qualcuno interviene da te e ha paura di fare nomi fatti suoi, se tu preferisci i commenti simil- like. bellissimo etc etc. sei nel tuo diritto. Io resto nel mio e ti saluto definitivamente .

      • Tu non puoi sapere cosa io preferisca e neppure la ragione del mio rimanere a scrivere su un foglio digitale. Ad ogni modo mi pare di averti detto che accetto la tua critica, uno scritto non può piacere a tutti e io non sono una scrittrice. Ma non ho “mai risposto” per gli altri, spesso sul mio blog ci sono state discussioni che si sono risolte in chiarimenti, talvolta è accaduto il contrario. Avrai però notato che ho risposto solo a te che non mi hai fatto complimenti, e ho cercato di spiegarti, a mio modo, il post…questo dovrebbe farti capire che non attendo applausi, ho piacere se le persone che mi leggono capiscono il senso di quello che voglio comunicare. Poi possono comunque rimanere della propria idea e pensare che l’articolo è incoerente o lontano dalle proprie corde. Io non ci mangio per quel che scrivo, mi prendo molto poco sul serio e mi fa ridere chi invece si prende troppo sul serio. Io nei tuoi confronti mi sono rapportata a parole, non ti ho etichettato con nessun termine, ribadisco che non rispondo di commenti di persone maggiorenni e responsabili delle proprie espressioni, e questo significa non prendere volutamente una posizione, nel rispetto della libertà espressiva di tutti, tu compreso. Se dovessi esprimermi per come sento troverei modi inadatti nei tuoi commenti nella stessa misura in cui li trovo nel commento di Niphus, quindi avrei lasciato in moderazione entrambi, per motivi diversi. Resta pure nel tuo, come del resto noto sia tua abitudine fare, salvo sporadiche apparizioni che manifestano un discreto disinteresse per questo blog. Per quanto mi riguarda è da parecchio che ho tolto la sottoscrizione al tuo, troppe polemiche e troppo vittimismo in mezzo a testi molto belli rendono un blog molto difficile da seguire. Molto spesso a casa tua ho avvertito sottopelle che il commento non fosse nè atteso, nè desiderato dal padrone di casa. Peccato! Saluto anche io te.

        ps: dimenticavo di ringraziarti per avermi concesso a casa mia, di esprimere il mio vero post (perlomeno a tuo dire)… anche qui non siamo in sintonia: c’era già tutto, bastava leggerlo con gli occhi giusti, non mi pare di aver tolto e neppure aggiunto nulla

  3. Pingback: La causa scatenante | TRACCE

  4. Intenso… Vero…
    … Come te, una donna stanca che cammina da sola e che ama. Senza nome e cognome.
    Davvero bello questo scritto, wow!

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