Tre volte all’Alba

Tre volte all'Alba

30 Aprile 2015

C’è un lusso che tutti, ogni tanto, possiamo permetterci: passare la notte con un libro. Trovarsi l’alba negli occhi e il cuore come un treno in corsa che viaggia verso una meta sconosciuta. “Tre volte all’alba”, dentro un’alba differente: la mia. Un caffè, il pieno di sonno e appena poche ore per dormire. Ti risvegli dopo poco in un giorno di festa, fuori il tempo è grigio ma in te hai tutta la Luce dell’Aurora.

Non nascondo il mio amore per il modo di scrivere di Baricco, le ragioni non le conosco, so che le sue parole mi entrano dentro e mi percorrono, so che lo devo rileggere, lo devo respirare e soprattutto, più di altri autori, debbo sottolineare i periodi che mi rapiscono, che mi portano lontano, nel mio luogo più vicino: dentro.
Ho vissuto questo libro in una notte, è breve e l’ho terminato all’Alba. Un caso? no, non credo al caso.
Vi lascio alcuni respiri più intensi, alcune mie pause prolungate, qualche batticuore e in tutti questi attimi: i miei occhi chiusi, mille fotogrammi di vita sotto le palpebre e la luce dell’alba ad aspettarmi.

Due passi sul terrazzo in un’alba grigia, una tazza bollente di caffè fra le mani, raggiungo la mia panchina e resto a guardare l’orizzonte, sorseggio il mio caffè infreddolita…pochi minuti necessari, indispensabili, Miei.
Tutte le emozioni dentro, tutta quella luce difficile da far addormentare… cullata dal calore del letto affiora un sogno, un ricordo, una melodia… è luce d’alba. Morfeo mi porta con se e io lo seguo, mi fido di Lui.

Laura

Era l’alba. Guardò il cielo lontano rischiarato da una luce ambigua e non fu più sicuro di niente.

– Cosa vuol dire essere pazzo di qualcuno. Non lo sa. No. Alla donna venne soltanto in mente che capisci tutti i film d’amore, li capisci veramente. Ma anche quella non era facile da spiegare. E suonava un po’ idiota. Senza volerlo le tornarono in mente tante scene che aveva vissuto al fianco dell’uomo che amava, o lontano da lui, poi era la stessa cosa, lo era da un sacco di tempo. Di solito cercava di non pensarci. Ma lì le tornarono in mente e in particolare si ricordò di una delle ultime volte in cui si erano lasciati e di quello che aveva capito in quell’istante – era seduta al tavolino di un caffè, e lui se ne era appena andato. Quel che aveva capito, con assoluta certezza, era che vivere senza di lui sarebbe stato, per sempre, la sua occupazione fondamentale, e che da quel momento le cose avrebbero avuto ogni volta un’ombra, per lei, un’ombra in più, perfino nel buio, e soprattutto nel buio.

– Doveva misurare due vernici e mescolarle, misurare con esattezza quanta ce ne voleva di una, e quanta dell’altra. Se facevi le cose per bene il pennello sarebbe scivolato sul legno, e la tinta sarebbe stata quella giusta nella luce del mattino, e un po’ più calda in quella del tramonto.

– L’uomo ci pensò un po’. Poi disse che bisogna stare attenti quando si è giovani perchè la luce in cui si abita da giovani sarà la luce in cui si vivrà per sempre, e questo per una ragione che lui non aveva mai capito. Ma sapeva che era così. Disse che molti ad esempio sono malinconici, da giovani, e allora succede che lo rimangano per sempre. O sono cresciuti nella penombra e la penombra li insegue poi per tutta la vita […] la cattiveria è una luce fredda in cui ogni cosa perde colore, e lo perde per sempre.

Non c’è luce migliore per sentirsi puliti.

– E si chiese se c’è una possibilità, una sola, di tornare a guardare lontano quando davanti abbiamo sempre, tutti, qualche rovina che fuma, e quel ragazzino più di ogni altro.

Non è neanche detto che se ami davvero qualcuno, ma tanto, la cosa migliore che puoi farci insieme sia vivere.

– Guarda che meraviglia. Cosa? La luce, laggiù. Si chiama alba, quella. Alba. Proprio così. Ce l’abbiamo fatta signorino. E in effetti dal’orizzonte si era alzata una luce cristallina a riaccendere le cose e a rimettere in movimento il tempo. Forse era il riflesso sul mare, lontano, ma c’era qualcosa di metallico nell’aria che non tutte le albe hanno […]

Forse non sei poi quel fallimento che credi, si disse. E per un attimo le tornò su quella argentea sfrontatezza che aveva da giovane, quando sapeva di non essere nè peggio nè peglio di tanti altri, ma solamente diversa, in un modo prezioso e inevitabile. Era quando tutto le faceva paura, ma ancora non aveva non aveva paura di niente.

Guardava quella casa, davanti a sè, e pensava alla misteriosa permanenza delle cose nella corrente mai ferma della vita. Stava pensando che ogni volta, vivendo con loro, si finisce per lasciare su di loro come una mano leggera di vernice, la tinta di certe emozioni destinate a scolorare, sotto il sole, in ricordi. […] C’è il VENTO giusto, disse. Magari si potrebbe uscire nella baia. La donna non disse niente. Se ne stava con gli occhi fissi sulla casa. Te ne parti stasera, cosa sarà mai, disse l’uomo. Allora la donna si voltò verso di lui e vide lo stesso viso di tante altre volte, i denti storti, gli occhi chiari, le labbra da ragazzino, quei capelli sparati in testa. Ci mise un po’ a dire qualcosa. Stava pensando alla misteriosa permanenza dell’amore, nella corrente mai ferma della vita.

Vi regalo una canzone che sento mia per le stesse ragioni inspiegabili per le quali sento mio questo libro, per il modo di seguire la storia delle cose, per come si vive e per come vive un libro, per quello che ti porta e per quello che gli lasci. Amo i libri usati… portano con se un mare di storie oltre a quelle che vi sono scritte al loro interno, un mare di gente, un mare di cose, di odori, di attimi… tanta vita da sentire con le dita del cuore… per non perdere il segno. 

Samuele Bersani, Pacifico – Le storie che non conosci ft. Francesco Guccini

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22 pensieri su “Tre volte all’Alba

  1. ahhhhh, così lo hai letto anche tu! Non avevo dubbi e nemmeno che ti affascinasse :-) Io lo lessi la prima volta in un’ora, poi altre tre-quattro volte per capirci di più…perchè è un delizioso e raffinato rompicapo. Hai letto “Mr. Gwyn” ? Se no, devi assolutamente farlo, introduce “Tre volte all’alba”.
    Tu sai che con Baricco litigo spesso, ma sai anche che non smetto di leggerlo. Non chiedermi il perchè, non lo so nemmeno io. Fondamentalmente mi attira la sua audacia letteraria, quella che solo un egocentrico come lui sa mettere in campo.

    Mentre leggo della tua notte con un libro mi torna in mente “Siddartha”, letto in una notte di Capodanno, libro che rese quel capodanno straordinario, mentre gli altri si perdono nella memoria della consuetudine. Dici bene, cara Laura, passare la notte con un libro è un lusso che è bello a volte concedersi.

    Posso lasciarti due righe di Siddartha? Le memorizzai quella notte e le feci mie come augurio di anno nuovo. Ora le lascio qui come augurio di Primavera. Baricco non si arrabbierà :-)

    “Si guardò attorno come se vedesse per la prima volta il mondo. Bello era il mondo, variopinto, raro e misterioso era il mondo! Qui era azzurro, là giallo, più oltre verde, il cielo pareva fluire lentamente come i fiumi,…il senso e l’essenza delle cose erano non in qualche cosa oltre e dietro loro, ma nelle cose stesse, in tutto.” H.Hesse

    • Di lui abbiamo già discusso. Sicuramente intriga per l’audacia e il suo modo egocentrico di “esibirla”, ma io ci leggo molto altro… un pianeta che non c’è, luoghi e persone che sono metafore, ci sento le viscere dell’animo umano…ma questo lo sai già ;) Mr. Gwyn l’ho sul kobo pronto da leggere, assieme a La sposa giovane. Non leggo mai un libro dopo l’altro di Baricco, lo tengo per determinati momenti che io riconosco. Ora sto leggendo Sintonizza l’anima…un micro ebook di Michele J. Romano…138 pagine… per ora: encefalogramma piatto :( ma l’ho iniziato nel pomeriggio e ne ho letto solo le prime 40 pagine, stasera lo concludo…magari mi stupirà, chissà!!! :-/
      Siddartha… mi dici nulla!!! :D Adoro quel libro…l’ho letto anni fa e ne son rimasta affascinata. Io sono molto lenta a leggere…lentissima e ci misi molto, come molto c’ho messo a leggere Tre volte all’alba. Mi prendo il tempo di valutare e rileggere più volte un capitolo, una frase…amo girare attorno a tutte le possibilità interpretative. E’ un modo tutto mio di vivere i libri.
      Splendida la citazione che mi hai lasciato…e credo che Baricco per questa sera chiuderà un occhio :) Ti abbraccio e ti auguro una serena notte di primavera….ah, se avessi il tuo glicine dovrebbero scollarmi da lì sotto con la forza!!! Io però lo vedo dal mio terrazzo, in una villetta vicino a casa e so accontentarmi, magari un giorno avrò un piccolo giardino tutto mio. Pianterei quattro piante di sicuro: l’ulivo, il glicine, il calicante e il gelsomino. Sogni…di primavera :) Bacioni ♥

  2. Quale migliore compagnia di un buon libro… soprattutto quando rappresenta il nostro stato d’animo o il nostro modo di pensare…e di una fumante e profumata tazza di caffè da sorseggiare seduti su una panchina in terrazza, pensando, ricordando, sognando ad occhi aperti, guardando l’orizzonte o semplicemente aspettando l’alba?! Apprezzo anch’io Baricco, così come apprezzo i tuoi post! Ciao Laura, dolce notte e solare domenica :)
    Un abbraccio

    • Buona serata Lady59, hai colto in pieno il senso del post, un post pieno di parole scritte ma profondamente intimo e silenzioso, persino la canzone parla della vita silenziosa di un libro…se la si ascolta la si vede ancor prima di sentirla.
      Grazie per i complimenti, sei molto gentile e cara. Un abbraccio.

  3. Rapita da un libro … quante volte! Ho letto una frase, un periodo poi mi sono fermata per dar spazio alla fantasia di metabolizzare accanto a un personale ricordo.
    Hai descritto in modo stupendo la sensazione che si prova con la lettura ed io non posso che riconoscermi nelle parole.
    Bellissima la canzone che fa da cornice al quadro :-)
    un grande abbraccio
    Affy

    • Affy cara, grazie delle tue parole. Prezioso per me è il tuo pensiero. Noi ci lasciamo rapire, ci abbandoniamo con piacere alle emozioni. Sono contenta che hai apprezzato anche “la cornice del quadro”, a volte si confonde col quadro stesso… ogni mia “cornice” fa parte del mio pensiero e mi accompagna nella sua stesura.
      Un mega abbraccio, cara scorpioncina ♥

  4. è straordinariamente bello riuscire a ritagliare spazi solo per sé stessi, mettendo in libertà i nostri pensieri e vivendo tutte le emozioni che ci vengono regalate.
    (un caffè su quel terrazzo l’avrei bevuto proprio volentieri)

    ciao dolce Zena

    • E’ da un po’ che uso le forbicine con la punta arrotondata e mi regalo spazi liberi, ma liberi veramente. Ed è bello, sai! qualsiasi spazio riesco a ritagliare a forma di laura mi fa respirare e respirare è una necessità primaria.
      Anche a te presto virtualmente e per un po’ la panchina, il terrazzo e il caffè…però prendi il biglietto come dal salumiere, già Avvocatolo si è prenotato :)
      Lasciate tutto in ordine che per me è un luogo importante, mi raccomando!

      Ciao carissimo Antonio :)

  5. un libro, la notte, l’alba … mi fai pensare al silenzioso scorrere della vita.
    in questo caso assocerei la scelta del libro con l’istante del concepimento, la notte rappresenta la gestazione, periodo in cui prendiamo forma, fino alla nascita vera e propria (l’alba) che ci proietta in un mondo di luci e ombre tutto da interpretare

    … un modo dolce e fantasioso per regalarsi una ripartenza piena di nuove energie.

    buona giornata :-)

    • Mi piace questo tuo modo di leggere il post… quasi onirico e suggestivo, evocativo, condivido la metafora del concepimento, la gestazione e la nascita verso l’imprevisto di una vita in ombra o la probabilità di una vita fatta di molta luce. Luci e ombre in realtà ci accompagneranno nel sentiero che ci è stato donato…la possibilità che abbiamo è cogliere luce nell’ombra e trovare un filo d’ombra nella luce…con fantasia e dolcezza, in bilico fra sogno e realtà.

      buona serata per te! :)

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