Ri (pro) post… tanto per spiegarmi :)

fInestra

Ho una passione particolare che mi fa girare col naso all’insù ed è quella di scattare foto a balconi, finestre o terrazzi con i panni stesi; amo intuire da come vengono stesi chi lo abbia fatto. Sé la corda coi panni è un po’ in disordine, penso sia un marito o una moglie che stende di fretta prima di scappare a lavoro, oppure una bimba che vuole aiutare la mamma, sé è un filo di panni stesi alla perfezione penso sia una casalinga pignola e perfettina, molto spesso ci sono anche le mollette tutte di un solo colore; amo immaginare chi siano gli abitanti di quella casa, sé ci sono bambini, anziani, neonati; a seconda dei capi stesi provo ad immaginare quali siano le professioni degli abitanti di quell’appartamento e poi adoro annusare nell’aria l’odore del sapone, dell’ammorbidente, del pulito. Non ho mai amato quei condomini nei quali è vietato stendere e gli abitanti lo debbono fare all’interno dei terrazzi, amo che le facciate delle case siano piene di colore, mi sembra vita che esce dalle abitazioni, tinte che danzano fra la terra e il cielo…insomma, sarà anche una mania, ma è mia.

Quando ho scattato questa foto l’ho fatto con il medesimo spirito di sempre, una volta scaricata sul pc, l’ho riguardata con attenzione non focalizzando lo sguardo sui panni stesi e il mio pensiero ha preso il volo.

Ho notato le tre finestre in fila, quando al momento dello scatto le due senza panni ad asciugare sono passate quasi inosservate. Ho riflettuto a quanto queste tre finestre mi facciano pensare ai vari tipi di persone che si possono incontrare nella quotidianità, ai loro atteggiamenti nei confronti del mondo e del prossimo. Così ho notato che la finestra in cima era chiusa con tanto di saracinesca, ho immaginato un atteggiamento diffidente, di paura e chiusura, un’introversione…il timore di mostrare di sé e l’ugual timore di ricevere dagli altri, però un atteggiamento coerente con quel che “la finestra” mi mostrava. Ho immaginato che all’interno di questa “casa” si può trovare qualsiasi tipo di sorpresa, brutta o bella, si può trovare un’anima sofferente, come un’anima che nella solitudine ha trovato il giusto equilibrio, o ancora un’anima esiliata dalla società o asociale per scelta. Poi lo sguardo è sceso alla finestra del piano più in basso, quella con i vetri spalancati e con l’interno buio… è stato un colpo di fulmine, una bella sensazione, quella finestra l’ho immaginata appartenente ad una personalità forse ingenua, certamente aperta al mondo, al darsi agli altri e al ricevere dagli altri, per questo anche vulnerabile perchè scoperta da ogni tipo di difesa, mi è subito e istintivamente venuta in mente una frase che adoro di Massimo Bisotti: “Ho sempre pensato che se lascio aperta la finestra prima o poi entrerà tutto il cielo.”, ho immaginato una persona positiva, ottimista, leale e sincera, “che accetta anche l’ombra su di sè e questo ai miei occhi la rende speciale.”(cit. by Affy), quella finestra mi ha fatto fare un grande sospiro e so che sarei entrata a curiosare, a vedere di conoscere chi abitasse quella casa. Infine ho riguardato il motivo del mio scatto, la finestra con i panni stesi e in questo contesto vi ho immaginato la personalità con l’atteggiamento più incoerente di tutte le altre. Mostra il colore, le sue cose al mondo, ma tiene i vetri chiusi, ne nasconde forse una parte o la difende e quella parte di certo è la meno bella perchè quella “colorata” è esposta alla luce del sole, non permette di farsi attraversare tenendo i vetri sigillati e non si da pienamente agli altri, alza un muro fra l’essere a 360 gradi e l’apparire.

Non mi sono fermata a questi pensieri che apparirebbero giudizi mirati, ma andando ancora oltre mi son resa conto che tutte le “finestre” fanno parte di un unico edificio e che in fondo, volenti o nolenti, consapevoli o inconsapevoli quell’edificio ci vede tutti come proprietari poichè in ognuno di noi, in misure differenti e in momenti diversi della vita o rapportandoci con diverse persone siamo stati inquilini di ogni appartamento e ci siamo affacciati ad ogni finestra. Mi sono guardata dentro e mi son ricordata di quando mi trinceravo nel mio mondo e tutelavo la mia sensibilità, di quando avevo timore di venire infranta come un cristallo e di quando mi son rinchiusa facendo ben attenzione che nulla di me si potesse intravedere e nulla del mondo potesse scalfire la mia anima. Mi sono ricordata di quando di fronte a certe amicizie o in alcuni momenti della mia vita mi sono completamente lasciata andare, mi sono aperta al mondo, ho dato e ricevuto e sono cresciuta dentro, anche soffrendo, di quando ho scoperto che essere vulnerabile era l’unica cosa che mi facesse sentire viva e di quando il cielo davvero ha riempito tutta una stanza, proprio quel giorno in cui, dall’esterno, l’ombra che si era poggiata su me non faceva neppure notare la mia esistenza. E poi mi son ritrovata anche in quell’anima contraddittoria, incoerente, un tantino narcisista e chiusa verso il mondo per scelta, quella che non fa entrare nulla dentro di sé e che non permette che nessuno veda i suoi lati negativi, esponendo con cura i suoi bei colori sgargianti, la sua apparenza che tanto piace e che soprattutto tanto confonde.

E adesso penso: sé io in una banalissima foto mi sono fatta un viaggio al mio interno, fra pregi e difetti e non ne sono uscita né vinta e neppure vincitrice, sé ho accettato di me ogni “finestra” e ho compreso che siamo tutti un po’ di tutto, beh…mi sono chiesta, chissà sé anche voi questa casa l’abitate assieme a me nella sua totalità o sé vi riconoscete solo in una delle finestre?
Forse potevo pubblicare prima questa mia riflessione e poi farvi questa domanda ma ho preferito lasciarvi liberi di interpretare un’immagine e mi è piaciuto tantissimo leggervi e vedere tanta partecipazione. In tutta onestà, non me l’aspettavo ed è stata una bella sorpresa, per questo ringrazio tutti coloro che hanno esposto il proprio pensiero…ma anche quelli che passando ci hanno pensato un attimo, senza lasciare traccia di un commento.

DolceNera

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38 pensieri su “Ri (pro) post… tanto per spiegarmi :)

  1. non riesco a vedermi nella finestra sprangata e neppure in quella chiusa, io apro, spalanco sempre la finestra e mi rattrista quando non può o vuole entrare il sole
    vivrei inondata dalla luce, mai nell’ombra se potessi e non perchè mi senta meritevole di essere visibile ma solo perchè mi piace essere abbracciata dalla luce
    non mi piace l’ombra!♥

    • …pensa che a me l’ombra, molto spesso, mi rilassa e la trovo il luogo migliore per osservare le cose in solitaria… eppure anche a me piace il sole, lo cerco e ne godo quanto più mi è possibile… un abbraccio ♥

  2. ti ho scoperto da un po’ di giorni e mi sto ” perdendo” nei tuoi racconti e nel modo in cui ce li regali.
    Sai a me cosa piace? Spiare dalle finestre delle case, quando si accendono le luci e intravedono pezzetti di vita….il resto la immagino.
    …e poi dovresti venire a Genova, città del vento e …dei panni stesi, veri quadri, soprattutto nei meravigliosi vicoli della città, panni stesi tra un palazzo e l’altro, vicoli a volte così stretti che ci passano proprio due persone…..Panni stesi, bisogna però viaggiare sempre con il naso all’insù. E, in cima, si intravede un pezzetto di cielo.
    Emanuela
    PS. spiare casa mia è semplicissimo….vivo con le finestre aperte, adoro la luce.

    • Ciao Emanuela, intanto benvenuta e poi sorrido perchè essendo ligure, Genova la conosco bene :) Non abito proprio a Genova ma la Liguria si assomiglia tutta e di panni stesi ce ne intendiamo, vero? panni che colorano le nuvole bianche e pasticciano l’azzurro del cielo….Genova città di Vento di macaia :) il mio vento! Inoltre ho il tuo stesso “vizio”, soprattutto all’imbrunire, adoro curiosare nelle case, vedere le sagome delle persone muoversi all’interno. indaffarate nelle loro cose da fare o a movimenti lenti nei loro attimi di riposo… ma la cosa che prediligo è disegnarci sopra la mia favola, la mia storia.
      Dove sono nata, in tempi che, in fondo, non sono così remoti si viveva con le porte aperte e le finestre spalancate anche ai piani bassi e si stava tranquilli…certo sono nata in un paese di mare piccolino e ci si conosceva tutti, era più facile trovare davanti alla porta una cassetta di verdure o un cestino di pesci appena pescati che trovarti svaligiata casa come accadrebbe adesso :) ti lascio un regalo musicale, intanto riascoltandolo estendo anche a me il dono :) :

      • grazie per questo dono. Grazie davvero.
        Genova di tramontana. Una volta sempre, ora un po’ si è persa. ma quando arriva….le parlo.
        Tramontana, che lascia azzurro ovunque. E che lascia tutto pulito. E allora si socchiudono le finestre, così entra aria nuova.
        Finestre socchiuse, che bello che anche tu spii come me ed inventi le tue storie!
        Sono felice di averti trovata. Emanuela

      • Empaticamente ho una bella sensazione di te, anche io son felice che mi hai trovata, io non avrei potuto farlo…ma tu non hai un blog? :) Buona serata!

  3. Senza leggere questa bellissima integrazione avrei scelto la prima finestra in basso, quella che permette alla luce, all’aria di entrare. Pensa che io non chiudo le imposte delle porte esterne nemmeno di notte (abito al secondo piano, a piano terra non avrei il coraggio di tenerle aperte…). Leggendo ora concordo con te nel dire che siamo le tre finestre: ora ben chiuse, nel tentativo di difesa verso le cattiverie, ora aperte e disponibili verso ciò che di buono potrebbe entrare, ora in mostra coi nostri colori più o meno gradevoli per chiamare altri a sè, per dare voce, perchè un po’ di narcisismo c’è sempre, per il bisogno di dire e comunicare. Siamo le tre finestre e facciamo prevalere l’una o l’altra secondo i nostri stati d’animo, la nostra indole ma anche secondo ciò che dagli altri riceviamo. Perchè se da quella finestra aperta il vento, che credevi fosse una brezza gioiosa e carezzevole, si trasforma in gelido e pungente, ti ritrovi a sprangare tutto e tuo malgrado.
    E’ sempre un piacere leggerti. Un abbraccio
    Marirò

    • Credo tu abbia, come sempre, compreso alla perfezione quello che intendevo dire e sono contenta di leggere della tua scelta istintiva…forse è la scelta istintiva delle maggior parte delle donne, poi però fermandoci un momento in più a pensare le cose cambiano a seconda dei momenti, della vita e delle persone con le quali ci rapportiamo….Grazie di esserci sempre. Un abbraccio
      ps: ricevuta mail, appena riesco, sperando di non confonderti ancora di più le idee, ti rispondo :)

  4. Devo dire che hai fatto un’analisi davvero esaustiva, io ero stato più frettoloso ma non sono uno scrittore, come sembri essere tu, o forse ne hai solo capacità e sensibilità. Comunque ci sono punti di contatto con quello che avevo scritto e questo mi fa piacere. E poi mi fa sempre piacere leggere di scrittori, poeti, cantatutori genovesi e liguri. Una comunità letteraria davvero notevole, sempre viva. Sei in gamba davvero, è un piacere per me averti conosciuto.

    • Grazie per le tue parole, ma non sono proprio nessuno :) scrivacchio per passione, ma non mi spingo per decoro e dignità :) oltre ad un semplice blog…però mi fa piacere se a qualcuno piace quel che scrivo, che poi è specchio di quel che penso.

      • Non è vero che non sei nessuno…sei semplicemente te stessa. Però non credo che le passioni debbano rimanere tali e non spingersi oltre. A me piacerebbe poter vivere di scrittura, ma sono pochi anni che lo faccio. Non credo di aver raggiunto una adeguata professionalità da spendere. Comunque a me piace quello che scrivi, e lo scrivi bene.

      • Ulisse si presentò come Nessuno al ciclope, Pirandello avrebbe da raccontarci molto nel suo “uno, nessuno, centomila”, nessuno non penso sia un modo di definirsi così sbagliato. Non penso sia così importante darsi un’etichetta…lo dico convinta, credimi! Ribadisco, grazie del tuo pensiero su di me, mi lusinga :)

      • Ti ringrazio della precisazione e del tuo sguardo colto, io non ho mai inteso etichettare nessuno, tantomeno me, la mia era solo un “non sminuirsi” ma apprezzo quello che hai scritto. :) buona serata

      • Ti ringrazio, in ritardo, in effetti ho fatto un bel sogno, dopo tanto tempo.Mi piace pensare che mi hai portato fortuna. Buona giornata.

  5. Io, probabilmente perché riesco a far morire anche le piante grasse, ho la fissazione di fare foto alle finestre/balconi con tutti i fiori messi bene, con le composizioni ecc.
    C’è gente che ricrea quasi degli orti botanici sui davanzali.
    Dove abitavo prima non c’erano balconi nel palazzo e una signora al 5 piano aveva agghindato il davanzale in modo meraviglioso. Era obbligata a tenere le persiane perennemente aperte perché aveva persino dei fiori rampicanti attaccati alle persiane, era un sogno un piccolo pezzo di magia in mezzo al cemento.

    • Intanto benvenuta e poi: qua la mano! :)
      Anche io non ho il pollice verde anche se i fiori li adoro, ogni stagione provo a riempire i vasi del terrazzo ma al momento dell’acquisto faccio già le condoglianze al vasetto che li contiene. Anche io sono incantata da quei balconi meravigliosi con cascate di fiori di mille varietà, sono davvero magici e colorano il grigiore di città. Ci sono alcune case che anche da fuori riescono a trasmettere la positività e l’estro di chi le abita. Buona serata, e grazie di esser passata a trovarmi nella mia casina virtuale :)

  6. Ho molto apprezzato queste tue riflessioni che confermano la bellezza e la sensibilità della tua persona con quel saper leggere oltre le apparenze, oltre la superficiale patina che riveste ogni luce.
    Un abbraccio forte Laura
    Affy

    • Tu sei sempre troppo buona con me. Credo che avrai ben capito che la stima è reciproca, non faccio molti misteri sulle mie simpatie virtuali, forse non è politicamente corretto, ma ” mi scappa”…e mi gustifico con innocenza ;) Un abbraccio stritoloso , cara Affy

  7. Ogni giorno apriamo una finestra nuova e fatalmente ne chiudiamo un’altra. Certe volte creiamo correnti che fanno sbattere le porte dell’anima, altre volte schermiamo la luce della vita con tende pesanti. Altre ancora ci affacciamo e salutiamo, come se il nostro mondo fosse in pace con l’altro. Eppure siamo un tutt’uno, stanze, finestre, porte, cielo e cuore.
    Ho letto con attenzione le tue parole, sbirciando tra le sensazioni che mi hanno lasciato.
    Anche questa finestra che apri su noi, è una bellissima pagina della tua storia.
    Grazie. Un sorriso.

    • Anche tu come Affy…
      Sei riuscito a concludere il mio post come avrei voluto fare io, più di una volta è capitato anche in altri post e l’ho sempre notato. Un caro abbraccio e l’immancabile sorriso per te.

  8. Hai fatto delle bellissime riflessioni partendo solo da tre finestre !
    Non so se sarei capace di avere tanta fantasia ,forse in questo periodo i miei problemi personali me lo impedirebbero.
    Forse sarò banale e scontata ma mi riconosco nella finestra con i panni appesi,anche se io tendo a stendere i panni in modo perfetto ,stano,dato che nella vita tutto sono meno che miss perfettina,non arrivo a comprare le mollette tutte uguali . ;)
    Bel post Lauretta fa riflettere molto
    Un abbraccio forte ♥
    liù

    • La mia invece è windows 8, ma rimpiango XP a dirti il vero, nell’8 troppe App, mi confondo col cellulare …ops smartphone [sono obsoleta nei termini] :)
      Grazie della visita e del gradito commento, ma sappi che ciambelle col buco me ne esce una ogni un tot di bruciacchiate, se il post ti è parso di qualità sei stato fortunato, sei passato nel momento in cui la ciambella venuta bene :D

    • a volte lo faccio anche io , sai! spesso di notte, cerco le stelle nel buoi del cielo o la mattina presto, a volte neppure guardo che tempo è…mi basta chiudere gli occhi e respirare profondamente l’aria del mattino…che è nuova, diversa…pulita, di quella pulizia di cui a volte si ha bisogno. Abbiamo in comune questa cosa, è bello, vero? :)

  9. E se un giorno non ne vedessi più, di panni stesi ad asciugare al vento e al sole, probabilmente penserei che quello non è il posto in cui mi piacerebbe vivere.
    C’è ancora un bel sole oggi in Liguria… giornata perfetta per appendere fuori un po’ di colore e un po’ di sè. Ciao Laura :)

    • Sorrido, pensando che sto smanettando proprio con dei panni…comunque in mio terrazzo è molto colorato di panni…per il po’ di me da mettere al sole devo trovare la giornata giusta, purtroppo è un periodo che espongo al sole il mio lato peggiore, ma arriverà anche il giorno giusto di bel sole che libererà quello che di me conoscono in pochi. Ciao gAs :)

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