In Anticipo.

Quest’anno ho poca voglia di goliardia, di disquisire, come di solito mi perdo a fare, su Halloween, festa pagana, o su feste cattoliche quali: Ogni Santi e la commemorazione dei morti. Quest’anno ho pensieri lontani, quest’anno mi annoia Halloween quanto Holyween, ma più di tutto mi annoia la pochezza del genere umano, l’incapacità di essere umano, soprattutto. Ho voglia di straordinario, di sentire qualcosa che mi tocchi nel profondo, di trovare con gli occhi del cuore il senso di questo periodo poichè ho riscontrato che i miei veri occhi stanno diventando ciechi e si meravigliano sempre più di banalità.
Oggi sono andata, dopo anni che non andavo, al cimitero. Ho accompagnato mia mamma, è lei che ci tiene, è lei che ogni anno pulisce i marmi delle lapidi poste sulle tombe dei nostri morti, è su di lei che quest’anno, nel gesto di abbassarsi verso le tombe a terra, vedo più fatica e il capo che anno dopo anno diventa più grigio. Quest’anno ho lasciato lei in piedi sopra di me con una banale scusa e mi sono abbassata io. I pensieri erano lontanissimi, ma per me era importante essere io in ginocchio sulla ghiaia e lei in piedi coi prodotti che mi doveva passare per la pulizia dei marmi. In fondo la vita è una questione di posizionarsi nel modo giusto e di punti di vista. Quando si va al cimitero si scopre sempre che la “città” si popola a vista d’occhio e in certe “villette” trovi persone che non sapevi neppure si fossero trasferite. Non amo quella città, ma neppure molti abitanti del mondo che vivo. Di quella città amo il silenzio assordante e la pace che vi regna, peccato che a giorni quella pace diverrà un mercato, per fortuna dura poco, un paio di giorni, poi torna la pace ed i pochi rumori che si sentiranno negli altri giorni dell’anno saranno autentici singhiozzi, rispettabili pianti sommessi e si vedranno visi sbiancati dal dolore tanto da esser confusi con il colore dei marmi… tutta verità, nessuna ostentazione, nessuna corsa al crisantemo più grande o al cero più alto.

Torno a casa e sono stanca, molto stanca… a dire il vero non so cosa mi abbia stancato di più, o meglio, lo so ma preferisco pensare che sia la schiena di cui soffro a darmi più problemi. Mi seggo davanti al pc e trovo lo straordinario, il degno di nota, quello che mi fa spalancare gli occhi del cuore e me li fa lacrimare senza dar loro tregua, gli altri miei occhi piangono per banalità e non per le cose che mi straziano l’anima, non hanno lacrime per quei dolori, non ne hanno mai avute.

Leggo sulla pagina di Angelo Branduardi e mi ammutolisco, uno splendido finale per una meravigliosa giornata:

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C’è un paese nello Utah che si chiama West Jordan, dove si è festeggiato il Natale in anticipo, addirittura nel mese di ottobre. Se passeggiate per quelle strade vedrete già tutti gli alberi addobbati, le luminarie luccicanti, perfino i Santa Claus coi loro chiassosi campanacci che girano per la cittadina, per la gioia dei piccoli.
No, non è per un fatto commerciale, nemmeno una “disubbidienza” al Calendario Cristiano. Questo paesino ha deciso di anticipare tutte le feste importanti, compresa quella di Halloween, per dare la possibilità al piccolo Ethan di poter festeggiare. E già, perchè Ethan ha pronto un biglietto di solo andata verso il Cielo: un responso medico impietosamente ha sentenziato che il piccolo ha una leucemia che gli lascia solo qualche settimana al massimo di vita. E così tutta la cittadina si è preparata e si è adeguata a questa esigenza.
Chi l’ha detto che il Natale debba festeggiarsi per forza il 25 Dicembre, il vero Natale, nel suo significato più profondo, è un evento che può verificarsi in qualsiasi giorno dell’anno… che male fa manipolare il Tempo e raggirare così la Morte che non aspetta mai.

“Il giro di una danza e poi un altro ancora,
e tu del Tempo non sei più signora”

Buon Natale Ethan.

 Nel suo strazio, la morte in anticipo è più dolce se attorno l’Amore danza, piangendo, certo… ma quella danza è più coraggiosa di mille lacrime.

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10 pensieri su “In Anticipo.

  1. Le città di cui parli sono come le chiese, vanno visitate da soli e fuori dai giri turistici. In fondo dipende solo da noi, possiamo ritornare in quel posto e sentire in silenzio cosa ha da dirci…a me certe volte dice cose che poi scrivo. Negli ultimi anni mi guarda severo. Leggere non è esercizio facile e la banalità impera poi ogni cosa trapassa. E resta solo la bellezza quella che hai cercato di afferrare stavolta: per un po’ l’hai fermata. Ciao

  2. Vedi, basta un po’ di solidarietà e di cuore per fare cose come queste, e dare il vero significato alle feste, che importano le date?

  3. Mi viene da pensare al significato delle Feste che portiamo con noi oppure, nel caso di Ethan, portiamo verso qualcuno. Diventa predominante sulla ricorrrenza, sulla data che ritorna sul significato in maniera universale, anche se a volte occorre fare, è bene fare, delle eccezioni. A volte è anche simile sostituirsi ad una altra persona nel gesto che fa abitualmente, cambia la prospettiva, cambia quella ricorrenza, e si cambia il punto di vista.
    Bel post! Ciao

  4. Le civiltà millenarie celebravano il culto dei morti, la nostra celebra zucche, demoni e fantasmi.
    Bellissimo questo post, grazie

  5. questi sono giorni in cui i fiorai e gli addetti ai lavori cimiteriali ingrossano le loro tasche….ne faccio volentieri a meno.
    Riguardo al piccolo Ethan, conoscevo la sua drammatica storia e mi pare proprio giusto anticipare il Natale solo per lui….
    ciao L. (non trascurare il mal di schiena)

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