Lettera

MPR

Caro David,
abbiamo perso i contatti da un po’ e così ho avuto il tempo che mi serviva per riflettere su me stessa.
Ti ricordi di quando mi hai detto che dovevamo vivere insieme ed essere infelici per poter essere felici?
Considerala una testimonianza di quanto ti amo aver passato tanto tempo a sforzarmi di accettare la tua offerta; ma un amico l’altro giorno mi ha portata in un posto sorprendente, l’Augusteo […]
è uno dei posti più silenziosi e solitari di Roma. La città vi è cresciuta intorno durante i secoli… è come una ferita preziosa, come una tristezza a cui non vuoi rinunciare, perché è un dolore troppo piacevole.
Tutti vogliamo che le cose restino uguali, David, accettiamo di vivere nell’infelicità perché abbiamo paura dei cambiamenti, delle cose che vanno in frantumi, ma io ho guardato questo posto, il caos che ha sopportato, il modo in cui è stato adoperato, bruciato, saccheggiato, tornando poi ad essere sé stesso, e mi sono sentita rassicurata.
Forse la mia vita non è stata così caotica, è il mondo che lo è, e la sola vera trappola è restare attaccati a ogni cosa.
Le rovine sono un dono. La distruzione è la via per la trasformazione.
Anche in questa città eterna l’Augusteo mi ha dimostrato che dobbiamo essere sempre preparati ad ondate infinite di trasformazioni.
Sia io che te meritiamo di più che stare insieme perché altrimenti abbiamo paura di essere annientati.

Elizabeth

“Se sei abbastanza coraggioso da lasciarti dietro tutto ciò che è familiare e confortevole, e che può essere qualunque cosa, dalla tua casa ai vecchi rancori, e partire per un viaggio alla ricerca della verità, sia esteriore che interiore; se sei veramente intenzionato a considerare tutto quello che ti capita durante questo viaggio come un indizio; se accetti tutti quelli che incontri, strada facendo, come insegnanti; e se sei preparato soprattutto ad accettare alcune realtà di te stesso veramente scomode, allora la verità non ti sarà preclusa…”

(tratto da: Mangia, Prega, Ama – Gilbert Elizabeth)

“Mandami amore e luce ogni volta che pensi a me.
E poi dimentica…!”

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6 pensieri su “Lettera

  1. Quante verità in questo brano! La consapevolezza dell’infelicità e l’incapacità di lasciarsi dietro il rassicurante e confortevole :tristi ferite preziose, già, “a cui non vuoi rinunciare, perché è un dolore troppo piacevole”.

  2. La vita e’ fatta di scelte, sempre in direzione di quelle che crediamo ci portino a provare meno dolore…. in realtà e’ una continua fuga dal dolore, da situazioni difficili, relazioni difficili, pensieri difficili…. E quando non si riesce a farlo, come dici tu, il piacere prevale sempre, anche se e’ il piacere di un dolore conosciuto. Perche’ di noi in fondo amiamo tutto, anche il dolore che talvolta ci procuriamo. Bel post, buon sabato :)

  3. Che meraviglia queste parole e com’è difficile staccarsi da certi legami, a volte fili invisibili ci legano e più passa il tempo e più crescono attorno a noi … come risuonano dentro queste parole…

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