Il futuro

E so molto bene che non ci sarai.
Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure nel gesto di scegliere il menù,
o nel sorriso che alleggerisce il “tutto completo” delle sotterranee,
nei libri prestati e nell’arrivederci a domani.
Nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
nè ci sarai in un numero di telefono
o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.
Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci,
all’angolo della strada mi fermerò,
a quell’angolo a cui non svolterai,
e dirò le parole che si dicono
e mangerò le cose che si mangiano
e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai,
nè qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo,
nè la fuori, in quel fiume di strade e di ponti.
Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo,
e quando ti penserò, penserò un pensiero
che oscuramente cerca di ricordarsi di te.

Julio Cortazar 1914 – 1984

 

 

…ti chiedo scusa per tutte le volte che ho fallito con te
specialmente questa…

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9 pensieri su “Il futuro

  1. Mi commuovo presto, stamattina, con questo bellissimo post…
    Che dolcezza, che profondità nella scelta di parole e video.
    Ti ringrazio tantissimo per la carezza ricevuta…
    Simo

  2. bellissima la poesia di Cortazar così come il video.
    Le parole che hai evidenziato…sì, possiamo sbagliare, nonostante le mille buone intenzioni e gli impegni, deludere e fallire e chiedere scusa, certo. Ma possono anche essere gli altri a fallire con noi, a deluderci specie quando ci chiedono ciò che non siamo in grado di fare, di dare, di darci. Ci hai pensato mai? Io sì.

    • Sì che ci ho pensato, ma mi sono detta che ognuno è responsabile della propria coscienza… ed io devo dar conto alla mia. Ci sono anche richieste che esistono e vengono spacciate per “non chiudere nulla”.
      Senza giudizio alcuno, penso che, come dici bene tu, non sempre si fallisce da soli, Il fatto sta che di fronte a un fallimento c’è chi ne prende visione e consapevolezza e chi no… sentendosi sempre nel giusto. Un abbraccio a te.

      • E’ il guaio delle anime sensibili, troppo sensibili, capaci di tormentarsi dietro a un fallimento verso il quale le responsabilità sono quanto meno equamente distribuite.
        Forse pian piano si può prendere coscienza di ciò e camminare più sicuri.

        Ti racconto una cosa sciocca di queste settimane estive al mare. Una signora residente nel mio complesso anni fa mi tolse il saluto perchè dissi garbatamente di no a una riunione in casa mia per vendere le sue pentole. In quel periodo avevo i muratori in casa e rimandai. Non mi salutò più. Ci incontravamo, io salutavo, lei niente. Quest’anno decisi di non salutarla io, di girarmi dall’altra parte quando la incontravo. Per quanto tempo avrei dovuto sentirmi colpevole per quell’invito rifiutato e al quale non ero obbligata da amicizia lunga e sincera? Quanto tempo doveva occorrere per lei per capire che non sempre si può ottenere un sì da semplici conoscenti stagionali? Ieri la signora non so come è venuta a sapere che stavo cercando un passaverdure che non avevo e mi serviva in prestito. Bene, me lo ha mandato con la figlia direttamente a casa.
        Insomma….sentirsi responsabili, interrogarsi, va benissimo, ma che lo facciano anche gli altri ogni tanto verso noi ! E se non lo faranno, ok, io mi domando, mi rispondo e vado avanti perchè verso me ho un dovere: quello di volermi bene e rispettarmi.

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